Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Una giornata a Londra: Old Spitalfields Market, Brick Lane e Stamford Bridge


Buongiorno Spaccia Lezioni, nuovo articolo per la categoria “Travel Diary”. Domenica 17 aprile mi sono unita ad un gruppo di ragazze, au pair come me, che avevano progettato di andare a Londra per fare un po’ di compere.  Ho deciso quini di cogliere l’occasione e rompere il ghiaccio con questa prima visita in compagnia, perché ancora non me la sento di girare da sola.

Il programma della giornata era “shopping” a Old Spitalfields Market e Brick Lane, per iniziare a conoscere la città e sapere dove andare quando serve qualcosa.

WP_20160417_12_17_53_ProPartenza dalla stazione di Billericay, arrivo alla stazione di Liverpool Street (Londra), in una trentina di minuti circa, con un treno in perfetto orario (proprio come Trenitalia). Il bello di queste gite è poterle fare con altre persone che conoscono già il posto e possono dare utili consigli, sia su come muoversi, sia su dove mangiare. Potrà sembrare sciocco, ma trovo sia importante non dover andare sempre alla cieca, sperando di non prendersi un fregatura. Considerando quanto è difficile trovare un posto che faccia un buon caffè e una cioccolata calda decente, ci siamo affidate ad una delle nostre compagne che ha proposto di prendere qualcosa di caldo all’AMT Coffee, uno dei tanti bar all’interno della stazione di Liverpool Street. Ottimo suggerimento, se passate da quelle parti l’AMT Coffee è adatto anche a noi italiani, che siamo pignoli sul caffè e le bevande da bar. Io mi sono goduta una buona cioccolata calda (prezzo 2,5£ – non pensate che sia troppo costosa, è un prezzo normale in sterline).

Appena usciti dalla stazione si è subito immersi nel traffico e nel caos londinese: mi è stato difficile tenere il passo delle mie compagne perché ero troppo impegnata a guardarmi in torno. Sono la più vecchia della comitiva e sembravo comunque una bambina di cinque anni davanti ad un negozio di caramelle. Non sapevo dove guardare, cosa fare, se potevo fermarmi ad ammirare gli edifici, alcuni sembravano storici, altri più moderni. Insomma, ero nel caos mentale più totale.

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Interno di Old Spitalfields Market

Dopo una camminata di circa cinque minuti ci siamo ritrovate subito davanti ad una delle entrate dell’ Old Spitalfield Market. Anche in questo caso ero talmente concentrata su tutte le bancarelle, le persone e la voglia di andare a ficcanasare ovunque che, nel giro di pochi minuti, le ho perse di vista e mi sono ritrovata in mezzo a una fila di bancarelle senza sapere da che parte andare. Questo grande mercato al coperto è una vera gioia per chi, come me, ama girare, guardare, scegliere, tornare indietro, poi cambiare idea e andare ad un’altra bancarella. Qui potrete trovare vestiti di tutte le stagioni, di tutte le fogge e di tutte le culture. Dalle giacche in pelle, agli abiti tradizionali africani o indiani, dalle borsette alle scarpe, bigiotteria e gioielli più costosi, dalla musica ai gadget della città, accessori per i cellulari, sciarpe, cappelli (difficile tenermi lontana da una bancarella di cappelli). Oltre a questo anche giovani artisti con i propri lavori in vendita, oppure brand nuovi per chi cerca di entrare nel mercato della moda, magari anche di generi di nicchia. In più cibi di ogni nazionalità, dolci, bevande… Per come amo io questi posti avrei dovuto passare una giornata solo qui, giusto per godermi ogni angolino.

Per il pranzo mi sono affidata ancora alle altre, che hanno optato per la pizza allo stand “SUD ITALIA Pizza Napoletana” (finalmente un cibo che conosco e che era cucinato come si conviene). Ѐ stato divertente sentir parlare i ragazzi (italiani), che stavano preparando le pizze e ridere con loro.

Dopo la pausa ci siamo dirette a Brick Lane, nella via accanto, dove si estende un altro mercato coperto, identico a quello precedente, ma con più bancarelle di cibo. Tra le due vie si apre un piazza con altri stand per mangiare e una grande zona transennata con panchine e tavoli per sedersi. Ovunque si guardi ci sono ragazzi di ogni nazionalità (abbiamo sentito molti accenti italiani passeggiando), piccoli gruppi, famiglie, coppie. Il via vai di persone è continuo, sembra che i passaggi tra le bancarelle non si svuotino mai, soprattutto dove si può comprare da mangiare.

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Stamford Bridge

Tra un mercato e l’altro ci siamo divise e poi riunite, poi divise di nuovo fino a che siamo rimaste in due. Chi mi accompagnava non aveva voglia di restare lì e mi ha chiesto dove volessi andare o cosa volessi vedere. Come mio solito se non sono organizzata non muovo un dito, quindi ho lasciato scegliere lei (così su due piedi non avrei saputo cosa rispondere). Così si è deciso di farmi provare l’ebrezza della metropolitana di Londra e andare a vedere lo Stamford Bidge, lo stadio del Chelsea. Vi chiederete perché due ragazze dovrebbero andare a vedere uno stadio di calcio: ci sono anche delle donne tra i tifosi, sapete?

WP_20160417_16_32_17_ProParto dall’ebrezza del provare la metropolitana di Londra: già io ho il terrore della metropolitana, figuriamoci scendere in quella londinese, con queste scale mobili estremamente ripide… Ammetto che è meno rumorosa di quella di Milano o Roma e, come quella di Brescia (per ora) abbastanza pulita e luminosa. Ansia meno forte del solito e posti a sedere mi hanno aiutata ad arrivare a destinazione senza avere un attacco di panico. Cogliendo l’occasione di questo tragitto ho deciso di acquistare la “Oyster Card”, una carta che si può ricaricare con denaro per poter viaggiare nella Underground (metropolitana) e nella Overground (metropolitana in superficie). Questa card può essere acquistata da tutti, anche i turisti, perché non serve presentare alcun documento, è sufficiente recarsi in uno dei punti informazione nelle stazioni, chiedere di acquistare una Oyster card (costo 5,00£) e caricarla subito con un minimo di 5,00£ (totale 10,00£ per il primo acquisto).

WP_20160417_16_33_39_ProArrivate a destinazione è stato divertente vistare, anche se dall’esterno, Stamford Bridge, con una guida molto “preparata”.

La mia prima visita a Londra è stata esaltante, soprattutto per la varietà di persone che si possono incontrare e per la possibilità di parlare in inglese e mettersi alla prova. Per quanto io non sia una persona che ama i posti caotici, devo ammettere che questa gita mi ha dato una bella carica per affrontare la settimana e ha fatto tornare la voglia di muoversi e visitare. Nelle prossime settimane cercherò di “pianificare” una visita seria con delle mete più istruttive o, quantomeno, stuzzicanti.

Concludo dicendo che, chiacchierando con le mie compagne, mi è stato suggerito di partire visitando i musei, cosa che sicuramente farò. Non so ancora quando, ma cercherò di essere organizzata e pronta per la prossima volta.

Per vedere tutte le altre immagini CLICCA QUI.

Tamara V. Mussio – Gli Spaccia Lezioni

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