Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Estate in Puglia. L’Anfiteatro di Lucera


Buongiorno Spaccia Lezioni, dopo la pausa dei mesi estivi e i vari impegni nel mese di settembre, posso finalmente raccontarvi qualcosa delle mie vacanze in Puglia.

Via centrale di Troia (FG)

Via centrale di Troia (FG)

Grazie ad un’inaspettata occasione, quest’estate ho potuto vistare una parte della Puglia. Quest’anno ho scoperto la “Daunia”, la parte occupata dalla popolazione Dauna prima dell’espansione romana nel sud dell’Italia. In nove giorni abbiamo girato varie città e visto paesaggi incredibili, sia nell’entroterra sia sul mare.

La cittadina di Troia è stato il nostro punto d’appoggio, in base alla quale, abbiamo organizzato le gite nei dintorni. Dire “dintorni” per la Puglia è un po’ complesso, perché ci sono ampi spazi tra una città e l’altra e perché, se si vuole visitare come si deve la zona, è necessario organizzare le gite “a giornata”, cioè scegliere una, massimo due, località, altrimenti si rischia di fare una visita stile “gita scolastica”.

Questo il nostro “calendario delle visite”, modificato sul momento.

Lunedì: arrivo a Troia e pomeriggio al mare, ai piedi del Gargano, per riprendersi dal viaggio notturno.

Martedì: Lucera (città che ha richiesto effettivamente un’intera giornata di visita)

Mercoledì: Foggia (anche qui abbiamo dedicato alla città una giornata ma sarebbe stato meglio avere una guida perché molto urbana e caotica)

Giovedì: Ascoli Satriano, Cerignola e la Torre Alemanna (purtroppo chiusa per ristrutturazione [non era un restauro])

Venerdì: Biccari e Bovino (paesini piccoli ma molto suggestivi)

Sabato: Partenza per Monopoli, arrivo in B&B e relax in spiaggia, alla sera passeggiata a Monopoli.

Domenica: (Da qui c’è stato un cambio di programma suggerito dalla signora Viola, che ci ha consigliato di non visitare durante la giornata per via del caldo, ma di muoversi alla sera.) Mattina in spiaggia, pomeriggio e sera ad Alberobello. Siamo stati fortunati arrivando nel periodo della festa “Birra e Trulli.

Lunedì: Spiaggia. Pomeriggio a Ostuni, la Città Bianca.

Martedì: Tutta la giornata in spiaggia e giro turistico di Monopoli.

Nei prossimi articoli non vi parlerò di ogni località, ma solo di quelle che mi hanno colpita di più, lasciandomi molto sorpresa. Con questo primo appuntamento vi racconterò di Lucera, una città che, vista da internet, sembrava avere solo due punti d’interesse: il Castello Svevo-Angioino e l’Anfiteatro romano.

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Una delle piazzette nel centro storico di Lucera

In realtà è una città ricchissima di punti d’interesse, sia per le dimensioni, sia per il fatto che tutto il centro storico è racchiuso dalle vecchie mura e a traffico limitato con alcune zone pedonali. Organizzato circolarmente, come la maggior parte delle città del sud Italia, non permette al visitatore di perdersi perché, in qualunque stradina ci si ritrovi, si finisce sempre o nel centro, dal quale è facile ritrovare la strada, oppure (come è capitato a noi che abbiamo parcheggiato di fronte a Porta Troia) girando girando si ritorna al punto di partenza. Molti i musei visitabili, i palazzi storici ben indicati dai cartelli, le chiese e le vie d’interesse. Già passeggiare nelle strade permette di godere di un’atmosfera suggestiva, tornando indietro nel tempo.

Scatto dall'interno della corte del castello

Scatto dall’interno della corte del castello

Abbiamo iniziato la nostra visita partendo dal Castello Svevo-Angioino [Biglietto d’ingresso € 6,00, diviso in tre piccoli biglietti che valevano per il castello, l’anfiteatro e il museo in centro]. Non aspettatevi ricostruzioni, armature o grandi stanze da visitare. La rocca è stata soggetta a varie distruzioni, ma mantiene intatte le mura, le torri e la base che sosteneva l’edificio principale. La vera parte interessante è la possibilità di vedere come si è evoluta la costruzione, partendo dai ritrovamenti del primi insediamenti dauni, proseguendo con le costruzioni romane, fino ad arrivare a quella che era effettivamente la Fortezza Sveva.

Dopo il castello abbiamo visitato il centro e ci siamo recati all’ufficio turistico, molto fornito e veramente disponibile ad indirizzarci. Fermandoci per il pranzo, abbiamo avuto la fortuna di incontrare una persona che conosceva bene la città. Sentendoci parlare di come organizzare la seconda parte della giornata, ci ha chiesto la cartina che avevamo in mano e ha tracciato un percorso a zig-zag indicandoci tutti i punti più particolari che sulla cartina non erano segnalati, fino ad arrivare all’Anfiteatro romano.

L’anfiteatro augusteo

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Anfiteatro Augusteo di Lucera

Lucera diventa colonia romana intorno al 314 a.C., ma mantiene molti diritti rispetto al potere centrale. Ha una propria magistratura e diritto di conio. Nel corso della storia la città subisce una notevole evoluzione sia demografica, sia culturale, fino ad arrivare all’età augustea nella quale, un certo Marco Vecilio Campo, “sovvenziona” la costruzione dell’anfiteatro. La costruzione venne poi donata ad Ottaviano Augusto come dimostrazione di appoggio e condivisione della politica dell’imperatore. La parte attualmente visibile è molto ben conservata e sappiamo che, al tempo, poteva ospitare dalle 16.000 alle 18.000 persone.

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Scatto dal centro dell’anfiteatro

È stato molto suggestivo entrare in un luogo che ha vissuto secoli e secoli di storia, sopravvivendo a guerre e invasioni, e mantenendo la propria identità. Per un’amante della storia antica come me è sempre emozionante visitare e toccare con mano questi inestimabili pezzi di storia, che annullano la distanza tra ciò che si legge sui libri e ciò che effettivamente è stato il nostro passato. Attraversando l’anfiteatro a piedi (esattamente come lo scorso anno ho attraversato i resti della città di Eraclea a Policoro) mi sono resa conto di quanto potremmo migliorare la nostra scuola se approfittassimo di tutti i luoghi storici che il tempo ci ha lasciato. Avere la possibilità di camminare, muoversi e osservare luoghi storici, che hanno veramente vissuto epoche su epoche, rende concreto quanto si può solo leggere e immaginare durante gli anni della scuola. La fortuna dell’Italia è proprio questa, di poter contare su un patrimonio storico, artistico e architettonico, illimitato nel tempo: si possono ammirare, nello stesso luogo, costruzioni risalenti ai primordi delle civiltà umane, fino all’epoca attuale, senza che queste testimonianze perdano la loro unicità.

Mi permetto, quindi, di invitare tutti voi che mi leggete ad approfittare di ogni viaggio. Vero è che spesso si ha bisogno di staccare e di concedersi di stare in panciolle in spiaggia, ma non dimentichiamoci che forse, a pochi chilometri dagli stabilimenti balneari, ci sono centri culturali, musei, o piccoli fiori all’occhiello del nostro passato, che meritano quei pochi euro spesi per la visita. Se non vi a di farlo per l’Italia o la cultura, facciamolo almeno per un motivo un po’ più futile: se seguite i programmi americani sentirete frasi come “Questa casa risale addirittura al 1840!”. Di solito a me viene da ridere… direi che, rispetto alle nostre costruzioni, quella casupola si è appena tolta il pannolino!

Tamara V. Mussio – Gli Spaccia Lezioni

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