Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Due giorni a Expo Milano 2015, tra Bazar e innovazione


Buongiorno Spaccia Lezioni, come anticipato nell’articolo sulla “VIII Biennale di Soncino, a Marco” (leggi l’articolo), oggi posso parlarvi della mia visita a Expo Milano.

La prima visita è stata Domenica 13 Settembre, la seconda Mercoledì 16 Settembre: due giornate piene dal mattino alla sera, cercando di visitare più padiglioni possibile, assaggiando cibi nuovi e provando ad evitare le code infinite.

Come arrivare

Io e il mio compagno siamo partiti dalla provincia di Brescia e tutte e due le volte siamo partiti in treno dalla stazione di Chiari. Il primo giorno siamo arrivati a Milano Centrale e abbiamo poi preso la metropolitana (Linea Verde fino a Cadorna, poi cambio su Linea Rossa per Rho Fiera Expo). Costo: € 11,00 (a/r treno) + € 5,00 (a/r metropolitana). In totale € 16,00 a persona per il viaggio. Il secondo giorno abbiamo approfittato di un’offerta di Trenord che proponeva un biglietto unico, valido tutta la giornata (a/r) ChiariPioltello Limito/ PioltelloRho Fiera al prezzo di € 13,00. Sembrerà una scemenza risparmiare 3 euro, ma noi abbiamo preferito così. Per chi volesse andare a Expo e trovasse offerte simili, che portano direttamente a Rho Fiera, consiglio vivamente di approfittarne, non tanto per il prezzo, quanto per la comodità di arrivare subito in loco. La metropolitana è sempre zeppa di persone, c’è molto più caos. Con la seconda opzione si sta più comodi e, per chi come me non si senta a suo agio in metropolitana, c’è meno ansia.

L’ingresso

Galleria del Padiglione Irlanda

Galleria del Padiglione Irlanda

Usciti dalla stazione ci si dirige verso l’ingresso, dove si devono superare i metal-detector come in aeroporto: borse, borsette, ombrelli, portafogli, chiavi, cellulari, tutto dentro una vaschetta di plastica e via.

Una volta entrati ci si trova subito davanti al Padiglione Zero (che non abbiamo visitato per via della coda) e poi subito sul Decumano, la via principale. Il primo impatto è “confusionario”, c’è gente che va da una parte all’altra, che entra e esce dai padiglioni, i gruppi di persone che hanno terminato le visite escono e si riversano sul decumano come piccoli sciami compatti, diretti ad altre mete. Tutto questo mentre ancora stai cercando di capire da che parte devi girarti e dove si trovano gli ingressi.

Primo padiglione visitato: Irlanda (credo l’abbiano fatto tutti perché, istintivamente, è il primo che si incontra sulla destra. Solitamente i visitatori di qualunque attrazione tendono ad andare sempre a destra per seguire un percorso in senso antiorario). Rotto il ghiaccio con il primo padiglione abbiamo iniziato a cercare i padiglioni che più ci interessavano, ma abbiamo dovuto desistere e scegliere quelli con meno coda a causa della pioggia.

I Padiglioni

Installazione al centro del padiglione del Qatar

Installazione al centro del padiglione del Qatar

In due giorni abbiamo visitato circa una sessantina di padiglioni, soprattutto i più piccoli e quelli con poca attesa o, addirittura, senza fila, come quelli degli stati del Sud Africa, la zona del “Mediterraneo” (Malta, Algeria, Serbia, Egitto, Montenegro, San Marino, Turchia) che si trovano tutti nella stessa piazzetta.

I più suggestivi sono sicuramente quelli di cultura araba come l’Azerbaijan, il Qatar, il Marocco, il Sultanato dell’Oman e l’Iran. Altri molto affascinanti sono: l’Angola, Israele, la Corea.

I più deludenti: Algeria, Uruguay, Polonia, Indonesia e Estonia.

Una lancia va spezzata a favore del padiglione della Turchia, perché è molto carino per le costruzioni all’interno ma, per motivazioni varie ed eventuali di cui non so nulla, è proprio misero e tutto all’aperto. Per quanto bello e pregiati gli oggetti esposti, è un peccato che non siano riusciti ad avere fondi maggiori per il padiglione.

Padiglione della Turchia

Padiglione della Turchia

Molto folcloristici i padiglioni di Nepal, Cile, Vietnam, Haiti, Repubblica Ceca e Congo.

Sinceramente c’è da dire che, tra gli Stati partecipanti, pochi sono stati quelli che hanno potuto/voluto aderire correttamente al tema di questa esposizione: “Nutrire il pianeta”. Molto mirati e attenti sono stati i Paesi dell’Iran, dell’Azerbaijan, del Marocco, del Qatar e Israele. Altri Stati, come quelli sud africani, il Vietnam, l’Egitto… hanno organizzato dei grandi Bazar dove l’obbiettivo era “vendere, vendere, vendere”. Una sorta di grande mercato di ninnoli in versione mondiale che, effettivamente non aveva nulla a che fare con il tema della manifestazione, se non per alcuni alimenti come tisane, spezie o cereali, messi in vendita. Ovviamente la differenza sta nelle risorse economiche e nelle effettive capacità produttive della nazione: semplicemente ho recepito questi spazi come un altro modo per alimentare gli stereotipi e sminuire la cultura di queste nazioni, costrette a confrontarsi con Paese molto più evoluti. Considerando il fatto che ci viene chiesto di non vedere chi viene da fuori l’Italia come gente aliena a noi, direi che Expo non ha favorito la tanto acclamata integrazione.

I contro

Come al solito sono una perfettina e ci sono stati alcuni problemi che, a mio parere, non vanno sottovalutati, soprattutto se chi arriva in visita parte da lontano.

  • Chi ha costruito il Cardo e il Decumano? Molto simpatica l’idea di rifarsi alla tradizione romana (e non solo) di costruire seguendo due strade principali disposte a croce come negli accampamenti militari. Peccato solo che chi ha progettato queste due vie abbia scordato un particolare fondamentale: MILANO! Per quanto gli stereotipi siano “brutti e cattivi”, nel 90% dei casi si basano su elementi veri: quindi, se si dice che Milano è: freddo, pioggia nebbia e caldo soffocante… è così! Noi abbiamo avuto la sventura di capitare in due giorni di pioggia, la domenica più che il mercoledì. Le due vie principali sono coperte da vele incrociate che non si toccano e lasciano spazi aperti tra l’una e l’altra, quindi l’acqua scende direttamente sui visitatori sottostanti che devono girare con ombrelli e cappucci anche quando credono di essere al coperto. In più, i teli che formano le coperture sono inclinati e forati, probabilmente con l’obbiettivo di scaricare immediatamente l’acqua di sotto ed evitare un accumulo pericoloso. Sotto questi fori ci passano i visitatori. Indovinate un po’? Noi che siamo partiti da Brescia convinti che sarebbe stata una bella giornata abbiamo girato tutto il giorno fradici; ovunque si andasse, all’aperto o al coperto, pioveva! (Non oso immaginare chi, quel giorno, è partito da più lontano e, magari, aveva solo quella giornata per visitare)
  • WP_20150916_16_06_16_ProTransenne d’attesa e ingressi, cugini del progettista del Decumano? Stessa problematica presentata prima, chi ha approvato le costruzioni dei padiglioni, non ha spiegato bene ai progettisti stranieri com’è Milano. Code all’aperto, perciò se piove ci si inzuppa come frollini, se fa caldo si cuoce come polli allo spiedo. Gli unici ad avere delle coperture, per quanto abbiamo potuto visitare, erano il Qatar, l’Uruguay e l’Argentina; mentre il Cile e il Vietnam, presentavano un padiglione sporgente, per cui la maggior parte della coda era proprio all’interno. Nella maggior parte dei casi le transenne iniziavano poco prima del padiglione stesso e il resto della coda si snodava a fianco o intorno agli elementi architettonici.
  • Una Gardaland – limited edition, a cifre assurde. Per quanto sia stato interessante e piacevole, più per la compagnia che per altro, visitare Expo, l’effetto è quello di trovarsi in una gigantesca Gardaland, dove certe “attrazioni” sono inavvicinabili per le ore di attesa (Giappone, dalle 3 alle 5,30 ore di attesa), idem Padiglione Italia, Brasile, Kazakistan, Emirati Arabi, Cina… Abbiamo volontariamente scelto di fare delle code per riuscire ad entrare da qualche parte, non andando oltre l’ora di attesa. Qatar, Marocco, Turkmenistan, Israele (al terzo tentativo, perché i primi due era irraggiungibile), Corea, Iran. Se si tiene conto delle “aspettative” per questo evento, che avrebbe dovuto attirare praticamente mezzo mondo solo nel Nord Italia, un po’ di attenzione in più allo sfoltire i visitatori, magari rendendo più rapide le visite, avrebbe giovato a chi, per più volte ha cercato di visitare dei padiglioni, e a chi, invece, ha deciso di pagare un biglietto intero solo per vedere due padiglioni (Giappone e Italia, per esempio, che da soli occupano tutta una giornata). La spesa pubblica che ha interessato la costruzione dei locali di Expo non è indifferente, se poi si pensa che il 31 ottobre verrà chiuso il tutto e che qualcuno, ancora non l’ha visitato interamente… forse la gestione del tutto avrebbe dovuto essere un po’ più oculata.

WP_20150913_13_49_01_ProConfermo alcuni prezzi esorbitanti per mangiare dentro Expo (padiglione Iran € 20,00 a portata per i piatti tipici, € 8,00 /10,00 per le zuppe). Consigliato il padiglione Corea che ha un menu fisso oltre al menu alla carta. Ci sono anche i piccoli padiglioni che hanno prezzi più contenuti e abbordabili.

Anche con i vari contro che ho riscontrato consiglio a chi fosse veramente interessato di visitare l’Esposizione, perché per alcuni stati ne vale la pena.

Tamara V. Mussio – Gli Spaccia Lezioni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 20 settembre 2015 da in Uncategorized con tag , , , , , , , , , , .
Conservare In Frigo

le cose buone che mi capitano

Marilena in the kitchen "old fashioned recipes"

"In ogni piatto c'è sempre un ingrediente unico ed irripetibile, frutto della tua energia, delle tue emozioni"(Marilena)

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Photoworlder

Il mio scopo principale è viaggiare, eternamente nomade.

Håkan Östlundhs blogg

Om och av författaren Håkan Östlundh

Fuoco di Prometeo

Il MISTERO a portata di mano!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: