Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

VIII Biennale di Soncino (CR) – Sabato 12 Settembre 2015


Buongiorno Spaccia Lezioni, lo scorso week-end sono stata a zonzo per due giorni, dedicandomi a visitare due eventi importanti: sabato pomeriggio l’VIII Biennale d’arte di Soncino e Domenica Expo Milano 2015. Di quest’ultimo parlerò prossimamente, visto che oggi (mercoledì 16 settembre) tornerò a visitarlo, cercando di entrare in alcuni dei padiglioni che ho saltato.

Oggi vorrei parlare dell’VIII Biennale di Soncino. Ammetto che non sapevo ci fosse un evento simile nella mia zona, l’ho scoperto lo scorso anno durante l’inaugurazione della mostra “Veritas Feminae” di Alec Von Bargen (leggi l’articolo), quindi quest’anno non ho voluto perdere l’occasione di visitarla.

L’iniziativa si divide in vari punti da visitare, più alcune mostre satellite allestite per l’occasione. Sono gratuiti gli ingressi all’Ex Filanda Meroni, il Parco Urbano, “Spazio Soncino” (via IV Novembre, 15), “Soncino/Civico 3” (Via della valle, 3) e “Le officine dell’arte” (via IV Novembre). Pagando un biglietto di € 5,00 si possono visitare la Rocca Sforzesca, la Casa degli Stampatori e il Museo di vita quotidiana Medievale.

Per me è stata la prima partecipazione a questo genere di iniziative, quindi non sapevo cosa avrei visto e se mi sarebbe piaciuto. Non sapendo da dove cominciare, abbiamo visitato subito l’Ex Filanda Meroni, che lo scorso anno ha ospitato la mostra “Veritas Feminae” di Alec Von Bargen e le opere di Lyndsey Wardrop, poi la Rocca, a seguire la mostra satellite “Vita Privata” al Civico 3, “Art. Am 3 – Artisti Americani e Non 3” e “Le officine dell’Arte” in via IV Novembre. Per concludere siamo passati dal Museo della Vita Medievale e dalla Casa degli Stampatori. Per riuscire a raccontarvi tutto seguirò quest’ordine e affronteremo una location espositiva alla volta.

Ex Filanda Meroni – Selezione Ufficiale dei vincitori del bando “VIII Biennale di Soncino”

In esposizione all’interno: Fotografia, Grafica digitale, Pittura e Scultura

Ben organizzata la disposizione delle opere che permette un percorso circolare sul perimetro della filanda, mettendo ben in risalto i vari allestimenti. Premettendo che non sono una critica d’arte ma che seguo il mio gusto personale, ci sono state alcune opere che hanno attirato la mia attenzione.

La già serie fotografica di Stefano Barone, “Microcristalli di luce oltre i confini della macrofotografia”, in bianco e nero, che risulta d’impatto e riesce subito ad incuriosire il visitatore.

Stefano Barone

Stefano Barone “Microcristalli di luce oltre i confini della macrofotografia”

WP_20150912_15_43_13_ProA seguire la scultura di Wu Feng, “Punti linee, spazi”, un prisma in plexiglas ottenuto con l’unione di varie lastre di pari dimensioni e lavorati in modo da mostrare sui lati lunghi una visione bidimensionale, sul lati corti una visione tridimensionale dei cubi raffigurati all’interno. Interessante e suggestiva per il gioco di prospettive che si crea, che sembra dimostrare come, guardando lo stesso oggetto, l’interpretazione sia soggettiva.

WP_20150912_15_43_38_Pro

Interessanti per semplicità e realismo i lavori di Laura Gasparini. Effettivamente non riesco a spiegare il “perché” i suoi due lavori mi abbiano attirata. Sinceramente mi sono fermata ad osservarli con attenzione per il richiamo a scene viste e conosciute, che hanno riportato alla memoria ricordi e piacevoli sensazioni.

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La serie di sette fotografie digitali di Claudio Zanon, “Globalisation test #1, #2, #3” che mi hanno fatta divertire e impazzire cercando effettivamente gli elementi “stonati” nelle immagini. In realtà alcune di queste risultavano talmente mescolate da sembrare addirittura armoniche nei loro “errori”.

Claudio Zanon

Claudio Zanon “Globalisation #1, #2, #3”

Lascio per ultima l’opera di Giulia Ronchetti,Senza vuoto tutto sarebbe immobile” perché veramente eccezionale e a pari merito di preferenza con l’opera di Stefano Barone. Una grande raffigurazione mista di animali che dimostrano un’abilità tecnica incredibile (detto da un’incapace che riesce a fare solo gli omini stilizzati). Sia quest’opera che quelle più piccole esposte nella mostra “Vita Privata” mi hanno lasciato senza parole e non nego siano lavori che apprezzerei molto in casa mia.

Giulia Ronchetti

Giulia Ronchetti “Senza vuoto tutto sarebbe immobile”

La Rocca Sforzesca

In esposizione all’interno: Scultura, Installazione, Video Installazione

Avvertenza per tutte le fanciulle che vorranno visitare la rocca: non fate come la sottoscritta che, ricordandosi dell’anno prima ha deciso di non mettere i tacchi ma un paio di sandali con la zeppa per sopravvivere ai sanpietrini. Mettetevi scarpe comode (da ginnastica, mocassini, ballerine…) perché ci sono molte scale da fare (non avevo mai visitato la rocca di Soncino e non lo sapevo).

Ora, ricordando la mia totale ignoranza in fatto di arte contemporanea, dico solo che ci sono state delle installazioni interessanti, che hanno catturato la mia attenzione: prima su tutte quella nel fossato della rocca “RED – emotional space” di Stefano Ogliari Badessi (visita il sito) che non era solo da “guardare” ma ci si poteva entrare e relazionarsi con l’opera stessa (all’interno c’erano dei giganteschi palloni che si potevano spostare).

Stefano Ogliati Badessi

Stefano Ogliati Badessi “RED – emotional space2

Interessante anche l’installazione di ombrelli blu in una delle stanze, a rappresentare le onde del mare e che mi ha fatto un po’ tornare bambina, quando giocavo a costruire case con gli ombrelli.

Molto bella e toccante, almeno per come io l’ho recepita, l’opera in titanio degli artisti Geremia Renzi e Lucia Rosano “Renzi e Lucia”.

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Soncino / Civico 3 – “Vita Privata”

Visitate tutte le stanze messe a disposizione, ammetto che non ho trovato nulla che mi abbia colpita particolarmente a parte, come già anticipato, i lavori più piccoli (per dimensioni) di Giulia Ronchetti che, di nuovo, ha stupito per l’attenzione ai dettagli e alla scelta dei colori.

Art AM 3 – Artisti Americani e Non 3 – via IV Novembre, 15

In questo caso ho trovato delle installazioni interessanti, alcune interattive, altre più “difficili da trovare”. Tra le opere che mi hanno colpito una serie di lavori esposti in uno spazio “anonimo” (una sorta di rimessa per gli attrezzi) che si sono fatte notare da sole. Sempre per la serie “voglio tornare bambina” una delle installazioni all’interno era una vera e propria “ode alla fanciullezza” anche se il titolo era “Sindrome di Stendhal” sempre di Stefano Ogliari Badessi (stesso autore dell’installazione nel fossato). Una serie di blob gonfiabili formati da carte lucide e metallizzate, che richiamano un po’ l’assemblaggio dei palloncini delle fiere (se l’artista volesse correggermi è invitato a farlo, purtroppo posso solo raccontare delle impressioni e delle sensazioni che la sua opera ha stimolato), che hanno fatto venire voglia di toccare e infilarsi tra un pallone e l’altro.

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La Casa degli Stampatori

Edificio di per se già molto interessante per l’importanza storica e culturale per i volumi e i macchinari contenuti all’interno. Ne consiglio vivamente la visita anche solo per ricordarsi cosa veniva prima della macchina da scrivere e delle stampante digitale. Secondo il mio gusto personale, le opere esposte non hanno attirato la mia attenzione, perciò non ho nemmeno immagini da mostrarvi. Sinceramente non sono in grado di valutare con “occhio artistico”.

Mi sono forse dilungata un po’ troppo nelle spiegazioni, ma vi assicuro che le opere erano molte di più e ho citato e mostrato solo quelle che più mi hanno affascinata o colpita. Invito chi non l’avesse ancora fatto a visitare l’VIII Biennale di Soncino, che terminerà il 20 Settembre (questa domenica). Trovo che sia un’occasione unica di poter conoscere e apprezzare l’arte contemporanea non solo italiana ma anche straniera.

By Tamara V. Mussio – Gli Spaccia Lezioni

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Un commento su “VIII Biennale di Soncino (CR) – Sabato 12 Settembre 2015

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