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Recensione a “Marmellata di rose” di Fabio Girelli, a cura di Cristina Biolcati


Marmellata di rose” di Fabio Girelli, ovvero la seconda indagine del commissario Andrea Castelli, è il romanzo vincitore del Premio Microeditoria di qualità 2014, sezione Narrativa, edito da Lineadaria Editore.

Copertina edizione cartacea, vincitrice del Premio Microeditoria di Qualità 2014.

Copertina edizione cartacea, vincitrice del Premio Microeditoria di Qualità 2014.

Si tratta di un “noir” affatto semplice e dalla trama articolata, che passa per un’associazione di scambisti – il Rose Jam, marmellata di rose, appunto – , gestita da alcune estetiste “particolari”, fino ad arrivare ad una congrega di vecchi fascisti, vittime di un raggiro.
La trama è ambientata a Torino, dove il cadavere torturato di una giovane donna viene ritrovato in un cantiere edile. Sarà solo la prima di una lunga scia di sangue che il commissario incaricato delle indagini Andrea Castelli si troverà ad analizzare. Questo quarantenne lunatico e dal carattere chiuso, sembra allergico alle relazioni stabili, e ha difficoltà ad interagire con il prossimo. Sembra procedere per fasi: a giornate prolifiche e ricche d’intuizioni, alterna momenti di totale apatia. I “criceti” nella sua mente, lavorano a tratti, facendo veri e propri miracoli talvolta; rimanendo silenti in altre. Egli si trova più a suo agio a parlare con una lapide del cimitero ed a raccontare tutto quello che gli succede ad un collega da poco deceduto, che non ad interagire con i membri del suo staff.

Un secondo delitto, quello di una donna ritrovata al limitare della rete fognaria cittadina, permette a Castelli ed ai suoi uomini di individuare una villa ormai in disuso, all’interno della quale sono presenti tracce evidenti di delitti efferati. “Villa Triste”, come viene chiamata, porta ad indagare nell’ambiente della prostituzione, nonché su insospettabili trame di scambisti dalle perverse abitudini sadomaso. Ma i delitti non si placano, e mostrano una falla nel ragionamento di Andrea Castelli.

A metterlo sulla pista giusta è un ristoratore che in passato ha avuto problemi di necrofilia, il quale gli parla di determinati fatti storici, avvenuti durante il secondo conflitto mondiale, e di terribili torture inflitte ai prigionieri.

Il libro più diffuso nel passato, dopo le Sacre Scritture, è stato il Malleus Maleficarum, lo sapevi? È il testo cardine dell’inquisizione romana, il più approfondito trattato sulla tortura. E la gente, il popolo, adorava questo testo. Perché, vedi, commissario, la tortura è un’arte che vanta un vastissimo pubblico e pochissimi maestri dotati di talento. E questi pochi eletti vengono sollevati agli onori del mondo, superiori ai propri simili, parenti più prossimi di Dio”.

Il commissario Castelli si renderà quindi conto che le torture, inflitte ai corpi che si susseguono nella sua indagine, hanno una loro logica che si articola in un progetto più grande. Qualcosa di organizzato e ponderato da tempo. E soprattutto, che i casi sui quali si è trovato ad indagare, comprese le persone a lui vicine, sono tutti collegati da quel “fil rouge” che poi andrà a concludere la storia.

“Marmellata di rose” è un romanzo che presenta elementi apprezzabili, così come qualche punto debole. Buona la trama: originale e varia nel subire una virata improvvisa. Interessanti i ragionamenti del commissario, che non lascia niente al caso, ma dà una spiegazione per tutto. Apprezzabile che egli sia un eroe moderno, con tutte le sue contraddizioni, e che quindi possa anche venire rifiutato dalle donne, come accade nella vita normale.

Tuttavia, la sua indolenza, a volte delude il lettore. Castelli arriva ad occultare delle prove e, a sua detta, a mal gestire alcune situazioni. E soprattutto, una cosa che non gli si può di certo perdonare è il fatto di avere avvelenato i cani della villa (sono un’amante degli animali), allo scopo di accedervi indisturbato. Per quanto finzione, non è un buon esempio da dare ai posteri.

Purtroppo la versione digitale che ho letto, non collegata alla casa editrice che si è occupata solo della versione cartacea, mostra molti refusi che rallentano la lettura.

By Cristina Biolcati

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