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Peaky Blinders


Storia di una gang che domina Brimingham dall’alba degli anni Venti

Peaky Blinders” è una serie TV britannica mandata in onda a partire dal 12 settembre 2013 sull’emittente BBC Two.

1164_originalLa storia inizia nel 1919 in un lercio e malfamato quartiere di Birmingham, Small Heath, nel quale una famiglia di origine gitana, i Shelby, forma una gang chiamata proprio “Peaky Blinders”, nome che deriva dall’usanza di nascondere una lama nel risvolto del basco e usarla come arma alla bisogna.

La prima stagione si focalizza in particolare sul giovane Thomas Shelby (interpretato da un sontuoso Cillian Murphy), avvenente reduce dal fronte francese della Grande Guerra che, con lungimiranza strategica e intelletto sopraffino, conduce la propria famiglia prima a costituire un business legale (la Shelby Limited Company), e poi a diventare leader nei settori delle scommesse e della gestione di maneggi in tutto il Nord dell’Inghilterra.

Arthur Shelby

Arthur Shelby

La Prima Guerra Mondiale ha lasciato strascichi ancora tangibili nella psiche dei personaggi: alla lucidità mentale incorniciata da un distacco emotivo quasi irreale di Thomas fa da contraltare la psicologia labile e tendente all’inaudita violenza del fratello maggiore Arthur Shelby (Paul Anderson), nonché il disincanto coriaceo di una zia Polly (la sofisticata Helen McCrory) contrita a causa di un persistente sentimento di impossibile elaborazione del lutto.

Durante la prima puntata della prima stagione, la manovalanza che lavora agli ordini di Thomas Shelby ruba per sbaglio un carico di armi pesanti (al posto di pezzi di motociclette) e ciò richiama l’attenzione del governo centrale di Londra che, tramite il segretario di Stato per la Guerra e l’Aria Winston Churchill (interpretato da Andy Nyman nella prima stagione, e Richard McCabe nella seconda), invia nella città delle West Midlands l’ispettore capo Campbell (Sam Neill), proveniente dal Nord Irlanda.

article-2625552-1884501400000578-684_634x529Il viscido Campbell invia presso la famiglia Shelby la fascinosa agente Grace Burgess (Annabelle Wallis), la quale cerca di infiltrarsi nelle dinamiche della gang gitana fingendosi una barman con esperienza che propone i suoi servigi lavorativi al Garrison (pub di proprietà dei Shelby).

Il passaparola sul carico di armi pesanti smarrito a Birmingham fa gola anche all’IRA, che manda suoi emissari al Garrison Pub per cercare di trattarne la vendita, nel periodo storico di massimo subbuglio per la “Tigre Celtica”, all’acme della lotta per la propria indipendenza e pervasa da un diffuso risentimento per la feroce repressione instaurata dalla Corona britannica.

Nel frattempo, grazie a un trucco erboristico molto in voga fra i gitani per far rendere al meglio i cavalli da corsa, Thomas Shelby riesce ad acchittare diverse gare, orientando le scommesse (all’inizio clandestine) in modo da diventare popolare, arricchirsi e al contempo redistribuire in maniera equa le vincite fra i giocatori che si rivolgono ai suoi servizi.

La crescente popolarità dei Shelby, che sfocia a metà prima stagione nella concessione di una licenza per aprire legalmente l’agenzia di scommesse, cozza con gli affari di Billy Kimber (Charlie Creed-Miles), fino a quel momento monopolista del ramo nell’Inghilterra settentrionale.

La prima stagione si chiude perciò con uno scontro frontale, dalla resa invero grottesca al limite del fantozziano, fra Thomas Shelby e Billy Kimber.

L’amore sorto fra Thomas e Grace, e l’amore non corrisposto del superiore Campbell per la medesima (sua sottoposta) Grace, fa da ponte fra la prima e la seconda stagione, insieme a un azzeccato salto temporale di un paio d’anni.

Nel 1921 la Shelby Limited Company è ormai un’azienda consolidata, che fattura 150 sterline al giorno (un’enormità, per l’epoca) e ha rimpiazzato Billy Kimber come monopolista nel ramo delle scommesse e della gestione dei maneggi in tutto il Nord dell’Inghilterra.

p0278yrvThomas Shelby però non si accontenta e, nonostante il parere contrario degli altri membri della famiglia, pianifica un’espansione a sud, che porti sotto la sua ala anche l’ambito equestre londinense, ambito dilaniato dallo scontro senza esclusione di colpi fra l’italo-inglese Darby Sabini (Noah Taylor) e lo schizzato anglo-ebreo Alfie Solomon (Tom Hardy).

Anche nella seconda stagione si pone la questione irlandese, stavolta nelle lotte intestine fra membri del Sinn Féin favorevoli all’accordo di pace proposto dal re inglese e membri dell’IRA propensi al proseguimento della lotta armata: Thomas Shelby, tramite un ricatto ordito dallo stesso Campbell, si trova ancora e suo malgrado invischiato nelle beghe irlandesi, vedendosi stavolta costretto a portare avanti il lavoro sporco (ovvero sia, gli omicidi mirati) richiesto dalla Corona inglese e dal Sinn Féin.

“Peaky Blinders” presenta alcuni rimarchevoli punti di forza, come la qualità complessiva del prodotto: la fotografia colpisce sin dal primo episodio, in primis per la gestione della luce nelle riprese in interni e per la capacità di illuminare i volti dei protagonisti. A questo si associa una certosina cura dei dettagli scenografici e una perfetta ricostruzione del contesto storico.

In Peaky Blinders risaltano musiche new-wave che conferiscono un’inarrivabile aura anacronistica alle vicende narrate, a partire dalla sigla “Red Right Hand”, brano cantato da Nick Cave & The Bad Seeds nel 1994, affiancato da brani di artisti del calibro di Tom Waits, PJ Harvey e White Stripes.

Peaky Blinders può essere perciò paragonata all’americana Boardwalk Empire, sia per il momento storico in cui le due serie sono ambientate, sia per un comune approccio visivo capace di fondere alla perfezione personaggi carismatici col contesto in cui essi si muovono, grazie soprattutto a interni di grande pregio e una regia capace di valorizzarli.

peaky_blinders_4Il fatto che molti personaggi siano reduci dal fronte di guerra francese (e insistano numerose volte su questa recente esperienza), come Arthur Shelby, Thomas Shelby e Winston Churchill, non è solo fonte di traumi psicologici, cattivi ricordi ricorrenti e tentativi più o meno riusciti di imperturbabilità emotive, bensì svolge un ruolo di primaria importanza anche nella narrazione degli accadimenti presenti, soprattutto come carta da giocare in contrapposizione all’esentato ispettore Campbell.

Oltre alla guerra di indipendenza irlandese e ai perniciosi strali della Prima Guerra Mondiale, l’incastro di avvenimenti storici reali con lo sviluppo della trama risulta abbondante: basta pensare alle citazioni del proibizionismo americano (che permette alla Shelby Limited Company di diversificare il portafoglio, esportando rum, scotch e liquori di contrabbando nel Nuovo Continente), dell’emancipazione femminile (nel periodo in cui fervono le battaglie delle suffragette), delle tensioni razziali che gravano sulle attività dei gitani Shelby, dell’ebreo Solomon e dell’italiano Sabini, oppure delle problematiche poste dalla parentela con un militante marxista, il cognato Freddie Thorne (Iddo Goldberg), in anni nei quali la rivoluzione sovietica è passata al setaccio da occhi inglesi più che diffidenti.

Il volto scavato, gli occhi cristallini infossati e lo sguardo magnetico caratterizzano un physique du rôle da ammaliante gangster in cui Cillian Murphy si trova perfettamente a suo agio, e si contraddistinguono quasi tutti i personaggi femminili per la forza d’animo e lo spirito indomito con cui affrontano un’epoca e degli ambienti ancora a fortissima connotazione maschilista.

La sesta puntata della seconda stagione è un crescendo vorticoso di violenza e tensione, raggiungendo un climax di rara intensità vivamente sconsigliato agli spiriti delicati.

Come qualsiasi altra serie TV, Peaky Blinders non è esente da pecche.

L’agognata espansione verso sud, con conseguente conquista di Londra, assume un senso dal punto di vista della smisurata ambizione e della calcolata sfacciataggine di Thomas Shelby, ma stona completamente con la sua perspicacia strategica.

Gli scontri strutturali e le tregue temporanee fra Alfie Solomon e Darby Sabini non hanno alcuna consequenzialità logica particolare, così come non li hanno i voltafaccia dell’anglo-ebreo nei confronti del clan degli Shelby.

Ada Shelby (Sophie Rundle), moglie di Freddie Thorne e sorella finto-ribelle della famiglia gitana, si lamenta, si scandalizza per l’ostentazione della ricchezza di cui fa sfoggio Thomas all’inizio della seconda stagione, si scherma dietro un’improbabile coscienza di classe (nonostante finisca per accettare in regalo un appartamento con otto, diconsi ben otto stanze), tenta di rinnegare la sua famiglia d’origine, rinfaccia qualsiasi contingenza le passi per la mente ma in conclusione, tirando le somme, non incide minimamente sulle dinamiche della trama. Unico personaggio femminile irritante, dal temperamento fragilissimo e con una storyline inutile.

Alcuni salti temporali all’interno della prima stagione sono errati o malamenti esposti: ad esempio, la vistosità della dolce attesa di Ada è troppo immediata (o almeno, non in conformità con gli apparenti scarti cronologici fra puntata e puntata), così come in un dialogo viene riportato che la fiera equestre di Chentelham si svolge il giorno dopo, anche se in realtà ne passano almeno due.

Infine, soprattutto nella seconda stagione Peaky Blinders tende a divagare e a perdersi in mille rivoli personali di scarso interesse per la cornice complessiva: pedine insignificanti che vengono uccise, Thomas Shelby che dà il contentino alle loro madri piangenti sotto forma di lauto risarcimento economico, salti mortali che la polizia corrotta dai Peaky Blinders o da Sabini deve compiere per far figurare fittizi reati grazie ai quali dare l’impressione di svolgere bene la propria mansione, pianto della geisha cinese posseduta in maniera troppo virulenta dal finto puritano Campbell, zia Polly e la lettura delle carte per interpretare il sogno del figlio strappatole lustri prima dai servizi sociali, lungo confronto fra Thomas e May Carleton (Charlotte Riley) incentrato sull’irrilevante vita del marito dell’amazzone assunta per allenare il cavallo di Tommy prima della Derby Race a Epsom, le questioni fisiologiche e sentimentali di Grace, la scazzottata in cui si trova coinvolto casualmente il ritrovato figlio di Polly assieme al figlio del pastore di colore, all’interno del pub in concorrenza col Garrison, i continui rimbrotti che Thomas rivolge al fratello nevrastenico e cocainomane Arthur senza che ciò comporti una decisione definitiva nei suoi confronti.

Entrambe le stagioni sono composte da sei episodi: la prima stagione è andata in onda dal 12 settembre al 17 ottobre 2013, mentre la seconda è stata trasmessa dal 2 ottobre al 6 novembre 2014.

Nell’autunno 2015 è prevista la diffusione della terza stagione.

Titolo originale: Peaky Blinders

Genere: Fiction storica

Canale di trasmissione: BBC Two

Produttori esecutivi: Caryn Mandabach, Greg Brenman, Steven Knight, Jamie Glazebrook, Frith Tiplady

Produzione: Caryn Mandabach Productions, Tiger Aspect Productions

Attrici/attori principali: Cillian Murphy, Sam Neill, Helen McCrory, Tom Hardy, Noah Taylor, Paul Anderson, Iddo Goldberg, Annabelle Wallis, Charlotte Riley, Sophie Rundle, Joe Cole, Aimee-Ffion Edwards, Finn Cole, Natasha O’Keeffe, Ned Dennehy, Andy Nyman, Richard McCabe, David Dawson, Charlie Creed-Miles, Lobo Chan, Benjamin Zephaniah, Tony Pitts, Neil Bell.

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Un commento su “Peaky Blinders

  1. alessiofabbri
    8 settembre 2015

    Ho visto il primo episodio tempo fa. Ricordo che non mi dispiacque, ma non avendo più avuto l’istinto di proseguire, forse è mancato qualche elemento che mi incuriosisse.

    Liked by 1 persona

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