Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Recensione a “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia, a cura di Cristina Biolcati.


Soltanto i “grandi” hanno la capacità di compendiare, in poche pagine, una storia accattivante, utilizzando un linguaggio colloquiale ed estremamente semplice.

“Semplice”, appunto. Un aggettivo attorno al quale ruota tutto il romanzo breve – o racconto lungo – di Leonardo Sciascia, scrittore ed insegnante di scuola elementare, nato in provincia di Agrigento nel 1921 e morto a Palermo nel 1989.

11651269_845541958848961_133431313_nLa prima edizione di “Una storia semplice” è del 1989 e, da allora, ne sono seguite molte altre. Vi rivelo un particolare interessante: se cercate in Internet questo libro, è a disposizione anche un pdf gratuito. L’edizione in mio possesso – la 24° – è di Adelphi, pubblicata nella collana Piccola Biblioteca Adelphi nel gennaio 1990.

Si tratta di un romanzo poliziesco, che si legge in appena un’ora, ispirato ad un fatto realmente accaduto: il furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio.

In realtà questa storia semplice, ambientata in Sicilia, è complicatissima.

Tutto ha inizio con una telefonata alla polizia e un messaggio che viene però sottovalutato. Giorgio Rocella, diplomatico in pensione, che ha fatto ritorno in Italia dopo un’assenza di 15 anni, vuole parlare col questore. Ha infatti una cosa urgente da riferire. Ma questi è assente. La telefonata passa poi al commissario, anche lui fuori sede per una festa di paese, e in ultimo al brigadiere, che invece interloquisce col Rocella. 

“La telefonata arrivò alle 9 e 37 della sera del 18 marzo, sabato, vigilia della rutilante e rombante festa che la città dedicava a San Giuseppe falegname: e al falegname appunto erano offerti i roghi di mobili vecchi che quella sera si accendevano nei quartieri popolari, quasi promessa ai falegnami ancora in esercizio, e ormai pochi, di un lavoro che non sarebbe mancato”.

Il mattino seguente, all’indirizzo fornito, lo stesso Rocella viene ritrovato cadavere, riverso sulla sua scrivania, con un proiettile in testa. All’inizio si pensa ad un suicidio, ma subito la storia si complica e si aggroviglia davanti agli occhi stessi del lettore. Tutto precipita all’improvviso, e anche chi legge si rende conto che qualcosa non va, perché Sciascia “semina”, fra le righe, indizi contraddittori che portano a formulare una tesi di omicidio. Cosa aveva scoperto di così compromettente il Rocella?

L’unico personaggio che cerca la verità è il brigadiere, il quale nota innumerevoli incongruenze.

Chi sarà l’assassino? Oppure dovremmo dire, gli assassini?

Un indizio palese porterà il brigadiere e il lettore alla medesima conclusione, sebbene l’autore riservi ancora delle sorprese sul finale.

Sciascia è un maestro a coinvolgere il lettore, e ad appassionarlo con questa trama, all’apparenza lineare, ma che in realtà nasconde una verità complessa.

Egli riesce a denunciare gli innumerevoli problemi legati alla criminalità in Sicilia, solo per sottointesi. Non viene mai nominata la parola “mafia”, né la parola “droga”, anche se è palese che egli faccia riferimento ai numerosi casi insabbiati e ai contatti della criminalità con le amministrazioni.

Il brigadiere, in particolare, è un personaggio positivo, che vuole correggere le cose e far luce sulla verità; ma finisce schiacciato dalla negligenza delle istituzioni e dalla mentalità della gente che non vuole cambiare.

“Una storia semplice” è davvero un bel libro, che sembra scritto oggi, talmente è attuale. Il lettore si sorprende della semplicità con cui Sciascia riesce a formulare frasi dirette, che compendiano il senso e giungono immediate.

Una lettura consigliata, specie se non avete troppo tempo e desiderate giungere subito alla conclusione del mistero. La sua brevità, – appena 66 pagine – vi permette di iniziare il romanzo e terminarlo nell’arco di poco.

Chissà perché, ma in un periodo in cui tutti si accingono a scrivere storie “noir”, sarà di questa breve storia semplice che io avrò sempre nostalgia.

Cristina Biolcati

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