Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

30 anni e ancora in stage – Generazione Neet #ioparlo #vogliounfuturo


Buongiorno Spaccia Lezioni, come ho già spiegato parlando della sezione Generazione Neet, questo è uno spazio aperto a tutti coloro che volessero portare la propria testimonianza dell’essere un Neet. Oggi lasciamo spazio ad un ragazzo che, in forma anonima, ha deciso di condividere con noi la sua esperienza.

Ringrazio Roberta De Tomi e il suo blog Words! No facts! Only words! che ha ricevuto e mandato a noi questo pezzo di vita vera. Ringrazio anche l’autore di questo pezzo che ha scelto, come noi, di rompere il silenzio e denunciare l’assurdo e folle mondo del lavoro.

Milano fotografata dal grattacielo più alto d'Italia, Unicredit.  31 dic 2013 - foto aeree dalla torre unicredit di Milano - fotografo: fabrizio villa

Mi chiamo Denny e sono un trentenne… precario come lo sono tanti della mia età. La mia odissea inizia… una volta terminati gli studi universitari. E qua, una prima domanda mi sorge spontanea: non capisco come mai, vivendo in una grande città come Milano, io abbia difficoltà a trovare un posto di lavoro nonostante una laurea. Ma soprattutto, è veramente la crisi che ha messo in ginocchio molti di noi, oppure siamo noi che non sappiamo come cercare lavoro?

Ma torno a raccontarvi le mie vicissitudini. Dopo la laurea, tutti mi dicono che ormai le porte del mondo del lavoro si spalancheranno e che mi prenderanno per qualsiasi tipo di attività… ma forse questi entusiasti assertori del lavoro facile non hanno fatto i conti con il fatto che siamo ormai negli anni dieci del Duemila, e la vita sta cambiando. Abbiamo in corso una crisi che dura da sette anni e non si capisce se e quando finirà! Sta di fatto che appena comincio a usufruire dello strumento “candidatura 2.0”, ovvero le domande per i posti di lavoro tramite internet, la mia vita diventa assai complicata.

Il primo passo lo faccio nell’autunno 2013, quando inizio a iscrivermi a tutti i siti dedicati alla ricerca lavoro. Inizialmente mi candido molto a caso, non mi importa di fare il segretario o il commesso o l’impiegato amministrativo, a me serve soltanto lavorare e uscire dal mondo dei sogni e delle illusioni che appartengono al periodo universitario (anche se un paio di piccole ma significative esperienze lavorative le ho avute durante tale periodo). Dopo aver rimediato un paio di colloqui per fare il venditore nei centri commerciali – andati piuttosto male – mi propongo per un corso di “Event manager”, ovvero Organizzatore di Eventi. Mi faccio tentare per due buoni motivi: uno è la gratuità del corso; in secondo luogo, credo che dopo il corso ci sarà almeno uno sbocco lavorativo. Quanto mi sbaglio! L’esperienza di per sé è molto positiva, poiché mi permette di conoscere persone molto valide. Stesso discorso anche per la docente, di cui apprezzo la competenza e la capacità di trasmettere lezioni di cui faccio subito tesoro.

Annoying salesmanLa delusione più grande del corso deriva però proprio dal fatto che, una volta terminato, torno punto e a capo… dico almeno uno stage potrebbero organizzarlo per mettere in pratica quello che abbiamo imparato, e invece nulla di tutto ciò! A fine corso, mi arriva l’attestato e tanti saluti… Così, torno a fare ricerche di lavoro sugli appositi siti, e qua mi arriva una grandissima batosta, perché bazzicando sui vari motori di ricerca inserendo la chiave “Event manager”, mi imbatto in un’ agenzia che opera porta a porta sfruttando (lo dico senza mezzi termini!) i ragazzi che accettano questo lavoro. In pratica vengono mandati in paesi anche dispersi nella provincia a propinare contratti di energia elettrica o abbonamenti a pay tv o a vendere caffè… la cosa triste è che molti di questi ragazzi si trasformano in famelici squali, adeguandosi alle regole del gioco… e sono contenti di essere squali! Io però non sono così… con la mia indole pacifica non potrei mai costringere una povera vecchietta a sottoscrivere un contratto per una fornitura di energia elettrica, piuttosto faccio le pulizie, oppure vado a raccogliere mele! Quel giorno vengo anche affiancato da una ragazza che cerca in tutti i modi di costringermi a firmare il contratto di lavoro con loro. Oltretutto finiamo pure a casa della cugina di un mio ex compagno di università, a propinare contratti… E qua provo un’ immensa vergogna, tant’è che il giorno dopo stacco il telefono per evitare che i titolari dell’agenzia mi cerchino per chiedermi la conferma per questo lavoro… ma i guai non sono finiti anzi, si triplicano, quando decido di accettare un altro corso gratuito, ma stavolta di “patrocinato e assistenza fiscale” presso un ente di formazione diverso da quello che ha organizzato il corso di “Event Manager”. Qui, ho l’opportunità di conoscere tante persone che hanno perso il lavoro e tanti ragazzi, della mia età, che non lo trovano. Alcuni mi chiedono: “Ma con una Laurea, come fai a non trovare lavoro?” Ma tornando al corso: esso si rivela molto difficile per me; senza contare che non riesco a legare con i compagni. Così, dopo aver fatto una serie di considerazioni, decido di abbandonarlo per dedicarmi alla ricerca di lavoro. E qui mi trovo a fare un colloquio assurdo con una società di assicurazioni; durante questo colloquio mi sento dire che il mio titolo di studio è troppo elevato per lavorare con loro (ricordo che ho una laurea triennale). In seguito un’altra agenzia mi propone di vendere contratti telefonici nelle aziende, ma questo lavoro non va in porto per cause di forza maggiore.

logo_cittaDeiMestieri_LOMBARDIAVerso il nuovo anno, ricomincio a mandare Curricula a destra e manca. Ho modo di andare alla “città dei mestieri” dove un signore mi aiuta a sistemare il mio CV, e da lì inizio anche a ricevere qualche chiamata… ma stranamente va in porto ancora una volta un corso, anzi due: uno per la “dote unica” e uno per l’uso di Photoshop… qui mi sento preso in giro da un’addetta alle risorse umane che mi spiega che sostenendo che posseggo la dote, il possibile datore di lavoro si potrebbe beccare un incentivo di 3000 euro in caso di assunzione per un anno. Ma in realtà avvengono degli errori che ritengo vergognosi (come il non seguirmi con le candidature e propormi eventuali colloqui, anche perché in caso di mancata riuscita mi spetta uno stage); in realtà i colloqui me li devo procurare io, dicendo che ho la dote… e il risultato? Mi hanno deriso.

Durante l’aprile 2014 ho modo di fare altri colloqui: uno per una compagnia di assicurazione, in pratica un assesement di gruppo, dove ci sono tanti ragazzi, molti dei quali particolarmente aggressivi. In particolare, uno mi si avvicina dicendomi che abbiamo gli stessi titoli di studio che non portano lavoro; dal canto mio, io cerco di fargli capire che non me ne importa niente e che il lavoro è lavoro, lo studio è lo studio… qui si apre una discussione animata anche con altre ragazze; una è schifata dall’idea che io sia “a casa” (uno fa i colloqui per trovare lavoro, perché uno che ha già il lavoro deve essere facilitato? ). Un’altra afferma che secondo lei l’Università va fatta lavorando. Ma il punto è che questa non è neppure laureata! E poi mi interfaccio con una terza ragazza, poco propensa al dialogo… a quel punto, dopo il colloquio individuale, ho la sensazione che si sia trattata di una messa in scena e che mi abbiano spiato, anche perché la selezionatrice, in fase di congedo, mi chiede che assicurazione ha mio padre… Ma scherziamo?

depressioneIn questo periodo, accanto alla frustrazione legata all’assenza di un lavoro, inizio a provare un forte di senso di solitudine. Questo perché i miei amici il lavoro ce l’hanno tutti (almeno chi ha finito di studiare) ma anziché darmi una mano mi vedono come una sorta di “animale malato” da isolare… e il mio umore scende sempre di più e io mi sento sempre più incapace. Verso maggio c’è una piccola occasione: mi chiamano a fare lo scrutatore di seggio e ricordo di aver svolto in modo encomiabile il lavoro, senza problemi… Insomma, a dimostrazione del fatto che se mi si prospetta l’occasione io mi metto in gioco… ma se mi trattano male cosa posso fare? A proposito di cattivi trattamenti, in questo periodo avviene un brutto episodio, alla “città dei mestieri”. Qui torno per sistemare il CV, e mi trovo con una signora molto scostante che mi dice che per me non c’è nulla da fare e che posso solo sperare in un posto di scaffalista al supermercato… ma la cosa peggiore è che appena le dico che mi hanno chiamato per fare dei colloqui rimane di sasso e se ne va senza salutare… Ma dico… uno chiede lavoro e deve essere trattato in questo modo? Il lavoro non dovrebbe essere un diritto?

Purtroppo cedo ancora una volta alla tentazione di frequentare un corso gratuito… questa volta si tratta di contabilità… è a due passi da casa, ma si svolge in un posto orrendo, semi-fatiscente, con aule dai muri scrostati e le sedie traballanti, insegnati poco competenti e strafottenti, a parte qualche eccezione. Io intanto continuo a cercare lavoro, e qua ho altri due sfortunati incontri: uno con un’agenzia per promoter, dove mi chiudono la porta in faccia ritenendomi “inadeguato” (quando la selezionatrice è lei stessa inadeguata)… poi in una ONLUS, dove il lavoro consiste nel fare chiamate per cercare donazioni. Lì trovo una responsabile che mi tratta male e trova tutti i modi per mettermi in condizione di rifiutare il lavoro… mi chiedo perché queste persone, prive di umanità, in tempi di crisi, la facciano da padrone? Oltretutto mi incita a rubare le chiamate agli altri colleghi… Per fortuna, dopo questo mi si presenta un’altra occasione, in una società che si occupa di sondaggi. In questo caso mi fanno un co.co.pro.

benecchi%20appostamento%20580Il lavoro per questa società consiste nel consegnare i questionari tra le abitazioni e farselo restituire compilato nell’arco di breve tempo. Si tratta di un sondaggio sui consumi… facile? La risposta è no! Questo perché molti contatti sono senza numero telefonico e bisogna appostarsi davanti alle abitazioni come degli “Stalker” per ottenere questi numeri… ma il mio desiderio di lasciare il corso che sto ancora frequentando è talmente grande, che accetto questa occupazione. Purtroppo non ho successo, perché è veramente dura convincere gli abitanti di un qualsiasi condominio milanese che non sei un ladro o un venditore porta a porta… ricordo che sono stato cacciato malamente da una signora, oltretutto residente in un palazzo vicino a casa mia… e la responsabile non fa altro che alzarmi la voce dicendo che devo farmi dare anche i numeri di telefono una volta consegnati i questionari. Lei insiste sul fatto che lavoro a vuoto, ma il vero momento di irritazione mi prende quando mi affiancano un altro ragazzo che lavora lì da tempo, che anziché aiutarmi, fa di tutto per crearsi situazioni di vantaggio, ovviamente a mio discapito.

Un giorno, mentre sono fuori per cercare di consegnare almeno un paio di questionari, mi prendo un bell’acquazzone, tant’è che rischio pure la polmonite, ma a nessuno dei colleghi o dei responsabili interessa. Alla fine lascio perdere e stacco la spina, me ne vado in vacanza perché ormai sono arrivato al limite. Purtroppo però passo delle vacanze in tensione e al rientro mi becco pure la ramanzina della responsabile che sostiene che avrei disperso del materiale… E alla fine mi dedico alla ricerca di un altro lavoro, e chiudo anche con loro, senza nemmeno essere pagato. Ma se mi avessero fatto fare questo lavoro secondo modalità diverse, cioè attraverso le interviste al telefono, avrei dato il massimo… così girovagare per la città ed essere respinto, non è il massimo. Senza contare che se poi tu ottieni il contatto telefonico, poi la chiamata è a carico mio! D’altra parte, il lavoro prevede un rimborso pasti (ma solo per chi deve andare molto lontano).

Randle_McMurphy_strozza_l'infermiera_RatchedDopo questa esperienza, comincio un periodo ancora più nero perché, da settembre non sono più chiamato nemmeno per un colloquio, L’ultimo lo faccio a settembre per un posto di promoter , ma non mi fanno sapere nulla; e poi vengo convocato per un corso con stage presso un ente di formazione, ma mi ritrovo in un colloquio di gruppo… poi nella parte individuale, la selezionatrice mi dice: “Non ti illudere i posti sono tutti presi qui stiamo cercando gli ultimi due o tre”. In quel momento mi sono dovuto trattenere dal desiderio di picchiarla… ma mi chiedo, come fa ad esistere gente cosi perfida? Mi va meglio con un altro ente, dove trovo un corso di “Tecnico per l’amministrazione dei servizi no profit” con stage, ma anche qui il fondo è toccato, alcune ore di questo corso si svolgono nella mia ex scuola superiore, e qua il mio prof di italiano con cui ho sempre creduto di aver un bel rapporto, mi accoglie con “TU COSA CI FAI QUI!” detto con un tono dispregiativo… oltretutto il corso lo seguo con ragazzi molto più giovani di me, che impressioni mi fa dare? In questo periodo mi aiuta un ragazzo che ho conosciuto al “Work job cafè”, un posto dove ti aiutano a trovare lavoro. Lui mi segnala alla sua agenzia di promoter per un colloquio. Qui vengo preso e inizio un’attività lavorativa difficile ma anche molto appagante… Dopo mille vicissitudini, finalmente mi trovo inserito all’interno di un bel gruppo con altri promoter che anziché farsi la guerra, si aiutano. Ma purtroppo le cose belle finiscono, e nel mio caso sono due: il test del “Mistery shopper” che non è andato bene, e lo stage che a breve comincerò con un ente di formazione, ma che non è retribuito. Spero che questa esperienza mi aiuti ad acquisire ulteriori competenze. Ma intanto, eccomi qua… “30 anni e ancora in stage”.

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