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Fortitude, una Twin Peaks fra i ghiacci del Circolo Polare Artico


Fortitude” è una serie TV britannica mandata in onda a partire dal 29 gennaio 2015 su Sky Atlantic (e su Pivot TV negli Stati Uniti).

Fortitude è un centro fittizio di 713 abitanti situato nelle artiche isole Svalbard (facenti parte della Norvegia), la cui economia poggia essenzialmente su due pilastri: l’estrazione mineraria, condotta da una compagnia russa, e un centro di ricerca ed esplorazione scientifiche, a guida britannico-americana.

fort3La mina però è sull’orlo della chiusura, e la governatrice di Fortitude Hildur Odegard (Sofie Gråbøl) progetta la costruzione di un hotel intagliato nel ghiaccio (il Glacier Hotel) per diversificare la scricchiolante economia della cittadina polare.

Uno degli assi nella manica che cerca di giocarsi l’alta funzionaria per promuovere il progetto è la placidità di Fortitude, cittadina nella quale i quattro poliziotti in servizio risultano sostanzialmente inoperosi, mancando del tutto i crimini da perseguire.

Soprattutto nelle prime due puntate viene rimarcato alcune volte questo aspetto, esaltando la tenuta psicologica dei cittadini nei sei mesi all’anno di buio completo e mettendolo in contrapposizione agli elevati indici di criminalità, depressione e suicidi delle popolazioni scandinave continentali (ricordo che sono in percentuali maggiori rispetto a quelli dei tanto bistrattati Paesi mediterranei).

FortitudeIl quadretto idilliaco di un agglomerato ricavato da un costone roccioso innevato delle inospitali isole Svalbard, in cui una popolazione multietnica e compatta sormonta le avversità climatiche e geomorfologiche grazie all’armonioso perseguimento di obiettivi comuni, traballa però fin dalla primissima scena, durante la quale il fotoreporter amante della natura estrema e padre putativo di Fortitude Henry Tyson (Micheal John Gambon) spara accidentalmente con la sua carabina a Bill Pettigrew (Tam Dean Burn) mentre viene squartato vivo da un orso polare.

L’anziano fotografo, ormai prossimo alla morte a causa di un cancro incurabile, viene allontanato dal controverso sceriffo della cittadina, Dan Andersen (Richard Dormer), che si prende carico celermente dell’analisi della scena del crimine.

Quest’episodio, all’apparenza fortuito e irripetibile, diventa l’innesco di una specie di psicosi collettiva qualche giorno dopo, quando viene trovato morto nella sua abitazione, e in circostanze particolarmente violente, il professor Charlie Stoddart (Christopher Eccleston).

Il professor Stoddart viene incaricato dal governo norvegese per la verifica della sostenibilità ambientale del progetto dell’hotel intagliato nel ghiaccio portato avanti dalla governatrice Odegard, e il giorno prima della sua morte preannuncia alla stessa reggente che non avrebbe dato la sua approvazione alla fattibilità dell’opera, a causa del ritrovamento di alcune zanne di mammuth preistoriche nel sottosuolo di Fortitude e dintorni.

Quest’omicidio, a cui in un primo momento viene conferita una forte connotazione politica, viene successivamente reinterpretato alla luce di altri omicidi, apparentemente sconnessi uno dall’altro, che sconvolgono l’insediamento umano incastonato nell’imperturbabile scenario artico.

vozH2H8c-720Nel frattempo, proveniente da Londra giunge il Detective Chief Inspector Eugene Morton (Stanley Tucci), per investigare sulle ambigue cause che hanno condotto alla morte di Bill Pettigrew nel quadro di un accordo fra le polizie di Londra e Oslo. La serena e implacabile metodicità con cui il DCI Morton conduce le proprie indagini è un ulteriore fattore di turbamento per la cittadinanza di Fortitude, sia perché insinua dubbi sull’operato della polizia locale, sia perché si imbatte in persone la cui quotidianità risulta sconvolta dai recenti fatti di cronaca, e che non di rado temono di veder affiorare lati oscuri del loro passato (lati oscuri dai quali, per i motivi più disparati, hanno preferito fuggire rifugiandosi al Polo Nord, piuttosto che affrontarli di petto).

A mano a mano che scorrono le puntate, cresce sempre più l’aspetto sinistramente onirico e di delirio iperbolico del thriller, sostituito gradualmente negli ultimi due o tre episodi da un tentativo più o meno dettagliato di spiegazione scientifica.

In Fortitude non mancano i pregi, a partire dalle sontuose recitazioni di Sofie Gråbøl (conosciuta dal grande pubblico a partire dal successo danese Forbrydelsen, e dal cameo nella sua trasposizione americana The Killing) e Stanley Tucci.

La prima, nonostante i sotterfugi coi quali cerca di scavalcare le procedure burocratiche continentali nell’ottenimento dei permessi per la costruzione del Glacier Hotel, risulta essere l’unico riferimento lucido e razionale per una popolazione che, posta dinnanzi a impreviste condizioni avverse, si impaluda ben presto nell’abissale gorgo della schizofrenia.

Il DCI Morton impersonato da Stanley Tucci, invece, si estrania in maniera ammirevole e quasi irreale dal vorticoso contesto in cui si trova, con una calma olimpica che finisce inevitabilmente per collidere con le turbe psichiche che emergono dai racconti, dai silenzi e dalle azioni messi in atto dalla maggior parte dei suoi interlocutori.

6131654_1_lFortitude svela anche alcune perle del contesto sociale, legislativo e di costume in cui ci si può imbattere nel Circolo Polare Artico, come il tupilak (un tupilak, nella mitologia inuit, era un essere artificiale costruito da uno stregone perché assassinasse una precisa persona) costruito dallo sciamano Tavrani (Ramon Tikaram), il lutefisk (piatto tipico dei Paesi nordici, è uno stoccafisso o merluzzo salato ed essiccato, marinato nella liscivia oppure nella soda caustica e in seguito lavato accuratamente con acqua) o l’impossibilità per legge di morire in loco (in quanto i ghiacci perenni potrebbero preservare per secoli o millenni gli agenti patogeni responsabili dei decessi umani).

Vengono resi in modo sublime tanto la monotona vastità dei paesaggi artici (in realtà la serie TV è stata filmata a Reyðarfjörður, nella parte orientale dell’Islanda – quindi leggermente più a sud del Circolo Polare – ma tale dettaglio risulta ininfluente ai fini della diffusione di quella sensazione) quanto la percezione della paura imminente, soprattutto nelle porte che sbattono, cigolano e oscillano (in questo, il disagio visivo aumenta esponenzialmente grazie allo stile asettico delle abitazioni nordiche).

Ogni puntata contiene almeno una scena parecchio disturbante, soprattutto a metà della prima stagione, allorquando gli autori decidono di mostrare gli omicidi e gli squartamenti di pari passo con la sequenza cronologica degli altri eventi (e non, ad esempio, come flashback-ricostruzione investigativa da parte di uno dei detective), alzando ogni volta la posta in gioco dell’orrido: tuttavia, lo splatter resta contenuto e non sfocia nel gratuito, non ci sono fotogrammi truculenti superflui o numericamente eccessivi, e vengono accompagnati da una fotografia sopraffina e una colonna sonora azzeccata.

In Fortitude ci sono anche alcuni difetti smaccati.

In primis, il numero di personaggi è troppo elevato, e per quanto gli autori si fossero prefissati di costruire una storia corale (in cui si potesse arrivare persino a pensare che il vero protagonista della serie fosse l’ambientazione stessa), il sovraffollamento di characters non è giustificato da alcuna esigenza o necessità derivante dalla trama.

I due pilastri della serie TV, la collocazione in un luogo imbiancato e il paesino appartato che trasmette un’impressione di finta tranquillità (e nel quale, a mano a mano che si scava, si scoprono psicologie deviate che nascondono i più infimi segreti), sanno di déjà vu, di percorsi già esplorati e rivisitati miriadi di volte (Fargo e Lillehammer per le nature glaciali, Twin Peaks, Broadchurch e Top of the Lake per l’agglomerato isolato dalle dinamiche irrequiete dissimulate).

Il fattore multietnico di Fortitude non è pienamente motivabile o intuibile: si capisce ad esempio come mai la criminale spagnola Esmeralda Sorolla (Verónica Echegui), ripari sull’isola Spitsbergen per scappare dalla giustizia del Paese iberico e modifichi i dati anagrafici contestualmente alla sua fuga, chiamandosi a quel punto Elena Ledesma. Come mai il veterano di guerra afroamericano Frank Sutter (Nicholas Pinnock) si trovi alle Svalbard insieme alla moglie e al figlio di dieci anni, e come mai per rimarginare i traumi psicologici subiti in Afghanistan non trovi di meglio che insediarsi alla fine del mondo per svolgere la mansione di ricerca e recupero in quello che corrisponderebbe al nostro Soccorso Alpino, invece, non viene chiarito, e costituisce a mio avviso un clamoroso errore.

AS0_2366-Ep1Il figlio di Frank, Liam Sutter (Darwin Brokenbro), riesce nel giro di poche puntate a soffrire probabilmente di orecchioni, a esser stato forse contagiato da un morbo misterioso, a sprofondare in un coma da orecchioni, a svegliarsi un attimo per rivelare una sua presenza all’interno di una scena delittuosa, poi torna in coma farmacologico, viene ridestato per potergli porre due domande incomplete e infine ripiomba in uno stato vegetativo: tutto questo denota in alcuni frangenti una pigrizia a livello di sceneggiatura, nella quale le estemporanee scelte di comodo risultano persino di qualità carente.

Anche le infrastrutture di Fortitude risultano sproporzionate rispetto alla comunità di sole 713 persone che si vuole rappresentare: sono infatti presenti il piccolo aeroporto, la linea di autobus, il taxi, il locale metallaro, la pensione, un palazzo del municipio dall’ampia metratura, l’anelato hotel intagliato nel ghiaccio che si propone di promuovere il turismo in loco, la mina decadente e un avveneristico centro per la ricerca medica che all’occorrenza funge anche da ospedale nelle operazioni di assoluta emergenza. Penso che tale sovrabbondanza infrastrutturale sarebbe improbabile e impensabile nella realtà.

Infine, alcune storyline di amori clandestini e corna malcelate, o le sequenze in cui Ronnie Morgan (Johnny Harris) e la figlia compiono una specie di insensata scampagnata in mezzo ai ghiacci per rimediare soldi coi quali potersi permettere un’imbarcazione che consenta loro di raggiungere la Norvegia continentale, sono a mio avviso di un’inutilità a dir poco irritante.

La prima stagione consta di 10 episodi, ed è andata in onda dal 29 gennaio al 9 aprile 2015.

Lo stesso 9 aprile 2015, Sky Atlantic ha commissionato alla produzione una seconda stagione, in cui saranno presenti i personaggi sopravvissuti alla fine della prima stagione, e verranno introdotti alcuni nuovi characters.

Titolo originale: Fortitude

Genere: giallo – thriller psicologico

Canale di trasmissione: Sky Atlantic, Pivot TV

Produttore esecutivo: Matthew Bird

Produzione: Fifty Fathoms, Tiger Aspect Productions

Attrici/attori principali: Richard Dormer, Sofie Gråbøl, Darren Boyd, Verónica Echegui, Stanley Tucci, Jessica Gunning, Christopher Eccleston, Phoebe Nicholls, Björn Hlynur Haraldsson, Sienna Guillory, Alexandra Moen, Nicholas Pinnock, Jessica Raine, Luke Treadaway, Mia Jexen, Michael Gambon, Aaron McCusker, Emil Hostina, Leanne Best, Jonjo O’Neill, Chipo Chung, Elizabeth Dormer-Phillips, Ramon Tikaram, Tam Dean Burn, Johnny Harris, Darwin Brokenbro

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Un commento su “Fortitude, una Twin Peaks fra i ghiacci del Circolo Polare Artico

  1. Daniela
    16 maggio 2015

    É davvero intrigante, peccato che io non ho sky, ma seguirö su you tube tutto ció che passa il convento.

    Liked by 1 persona

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