Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Recensione a “La profezia dei fiori” di Adriano Petta


Postfazione di Roberto Roversi

Buongiorno Spaccia Lezioni, oggi torno con una nuova recensione. Come anticipato sono chiuse le recensioni agli scrittori esordienti quindi, dalla recensione di “La nonna a 1000°”, mi dedicherò a letture già presenti nella mia libreria oppure consigliate o scelte nelle biblioteche che frequento solitamente.

phpThumb_generated_thumbnailjpgOggi vi parlo del romanzo storico- sociale “La profezia dei fiori” di Adriano Petta. Vi ricorderete di questo autore perché ho già parlato, in più modi e in vari blog di “Ipazia: vita e sogni di una scienziata del IV secolo”. (Ipazia d’Alessandra. la scienziata che sfidò la chiesa e i suoi santi) In più ho avuto il piacere di condurre una doppia intervista all’autore che potete trovare qui: Intervista 1 e Intervista 2.

Con questo libro si entra in un mondo completamente diverso, inserito in una realtà crudele, feroce, aggressiva e violenta, che non lascia spazio ai sogni o alle speranze.

Giulio è un reporter, un giornalista che ha dedicato la sua vita a scrivere notizie edulcorandole, rendendole appetibili per il pubblico e occupandosi, ove possibile, dei problemi ambientali, senza mai disdegnare una buona paga e un buon bicchiere di champagne o di whisky. Ora si trova a voler smettere di addolcire la pillola e voler parlare delle reali implicazioni delle aziende leader dell’economia mondiale nella creazione del buco nell’ozono. Qualcuno sta nascondendo il vero valore nocivo di alcuni gas quotidianamente utilizzati. Tutto questo attraverso due città: Mumbai e Città del Messico. Non solo questo. In queste due città Giulio vedrà di cosa è veramente capace l’istinto bestiale di un uomo di fronte a due piccoli angeli della strada; due bambine nemmeno adolescenti che faranno di tutto per sopravvivere. Proprio come la piccola Briciola di Luna della leggenda Azteca, l’uomo bianco profanerà ogni cosa: la natura, la terra, le parole e la vita stessa. La leggenda è chiara: quando l’uomo bianco avrà distrutto tutto ciò che lo circonda, anche la purezza di una fanciulla, nasceranno dei fiori nuovi, azzurri, simili a gigli, con cinque petali. In quel momento inizierà la fine del mondo.

In questo romanzo Adriano Petta abbandona l’eleganza e la scrittura rispettosa e raffinata dedicata ad Ipazia e sbatte in faccia al lettore la sua bestialità. Cosa può fare un uomo, con la sua tecnologia e le sue belle parole, se lascia sempre dominare l’istinto? La crudezza dello stile è feroce e aggressiva, sembra voler spingere ognuno di noi a farsi un esame di coscienza, prima che sia troppo tardi: e ci riesce. La rabbia, l’amarezza che traspare da queste pagine viene riflessa e amplificata dagli occhi di Maria, Sita e Briciola di Luna, che guardano all’esterno, piantano i loro occhietti di bambine, profanate e umiliate, in quelli del lettore, con un solo interrogativo: perché? Per 4$ hanno perso l’innocenza, hanno capito come gira il mondo e hanno avuto ancora il coraggio di sollevare la testa e andare avanti.

La prima impressione che si ha, chiudendo il libro, è che sia stato scritto da qualcuno che è stato pienamente disilluso dalla vita. Qualcuno che ha visto il mondo andare a catafascio e non ha potuto porvi rimedio. Se l’autore non può agire, che siano i suoi lettori a farlo, che sia chi ne ha la forza e la penna abile a muovere le coscienze e spingere in una direzione diversa. Già gli Aztechi sapevano che l’umo bianco aveva perso l’amore per Madre Natura, che qualcuno non si lasci abbindolare da una mazzetta o da un bicchiere di vino. Che qualcuno parli.

Un libro meravigliosamente crudele, violento, senza respiro, che toglie dignità alla bestia umana, per ridarne a chi l’ha guardata negli occhi e ha avuto il coraggio di rialzarsi e sfidarla. Un altro fiore all’occhiello per la produzione di Adriano Petta.

VOTO: 10

Tamara V. Mussio – Gli Spaccia Lezioni

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