Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Giuliano Poletti, Fiorella Mannoia e il lavoro estivo gratuito.


Buon pomeriggio Spaccia Lezioni, già da un paio di giorni mi sono passati sott’occhio due articoli che si legano perfettamente alla nostra battaglia per dare voce alla Generazione Neet.

balcone-poletti-ialiIl ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante un’intervista condotta da Maria Latella di SkyTg24 afferma che i dati Istat sono corretti, che c’è veramente una crescita dell’occupazione e che bisogna solo avere pazienza e aspettare che il mercato del lavoro si stabilizzi. Non mi dilungo riguardo a questo argomento, perché sarebbe tutto inutile: chi guarda l’Italia con le spalle ben coperte e non si fa venire la gastrite chiedendosi con quanti giorni di ritardo potrà pagare le bollette senza che il servizio venga staccato, non ha proprio ben chiara la differenza tra “avere un lavoro” e “usare tutta la propria economia per pagare bollette, tasse, contributi…”.

Mi soffermo, invece, su un altro tema. Il signor ministro si trova pienamente d’accordo sulla possibilità di mandare i ragazzi a lavorare durante l’estate, facendo lavori prettamente gratuiti, in modo che comprendano il significato del lavoro e del guadagnarsi qualcosa. Riporto le testuali parole tratte dall’intervista prima di commentarle.

“[…] è utile sia ai giovani che alla nostra società perché serve a imparare delle cose. Penso che sia una buona idea. […] Dobbiamo far capire ai ragazzi che cos’è il lavoro. Ho detto che una parte di questa attività può essere fatta durante l’estate e quindi non hanno senso 3 mesi di vacanza. Ma è una clausola di libertà, chi vuole fare alternanza scuola-lavoro lo fa liberamente. I miei figli il lavoro se lo sono guadagnato. Non hanno fatto l’alternanza scuola-lavoro perché non c’era ma hanno lavorato nei mesi di vacanza estivi, hanno raccolto la frutta. Credo non sia stata un’esperienza negativa […]”

stagista_egizianoChi gli ha detto che gli studenti hanno tre mesi di “libertà”? Forse chi non studia e non si applica nello studio, ma chi fa il proprio dovere questi tre mesi nemmeno li vede! Già la nostra scuola non è tra le migliori, non forma i ragazzi in modo uniforme. Da una scuola all’altra, nella stessa provincia, i programmi seguiti hanno un divario di svariati argomenti. (di nuovo mi fermo per evitare di dilungarmi) Mi obbietterete che anche all’estero gli studenti studiano e lavorano: certamente. Lavori PAGATI, che creano movimento nell’economia. Sicuramente il 18enne che guadagna (cifra a caso giusto per fare un esempio) 10$ in una settimana non cambierà l’andamento di Wall Street, ma certamente sono 10$ che potrà spendere nelle attività del suo quartiere (cinema, pub, ristoranti, pizzerie, sale giochi, librerie…). 10 ragazzi che possono movimentare la stessa cifra, sono 10 potenziali clienti, quindi sicure entrate che contribuiscono al mantenimento delle attività. So che questo ragionamento vi sembrerà banale, ma è così. Pensando di “educare al lavoro” i giovani, soprattutto al lavoro gratuito, si porterà ad una più marcata distinzione tra chi deve e chi non deve. Volontariamente un adolescente deve scegliere di andare a lavorare durante l’estate? Gratis? Per imparare un mestiere che, nel 99% dei casi, non centra nulla con i suoi studi e che, finito il periodo estivo, si ritroverà ad aver sgobbato per non avere in tasca nulla, se non, nella migliore delle ipotesi, un banale pezzo di carta che varrebbe esattamente quanto valgono le lauree a oggi, nel 2015: NULLA!

Mi chiedo dove viva il signor Poletti.

potatura-alberi-da-frutto_O4Altra questione scottante. I ragazzi in età scolare sono, per la maggior parte, minorenni. Come verranno assunti? Con quali tutele? Il lavoro è un impegno mentale e fisico, esattamente come lo studio, richiede maturità, coerenza e costanza, ma queste doti vanno anche premiate. Per questo una persona viene pagata, perché dedica tempo, impegno e fatica ad un qualcosa di esterno.

Felice di sapere che i suoi figli hanno raccolto frutta come lavoro estivo. Sicuramente sarà stato molto educativo, anche se dubito che i figli del ministro Poletti vogliano fare i coltivatori di frutta da grandi.

Ora veniamo a Fiorella Mannoia, che ho citato nel titolo. La signora Mannoia risponde così tramite FB all’affermazione del Ministro Poletti:

"Scalo 76" - Italian Music Show“La gente lavora tutta la vita, se ha la fortuna di trovarne uno, va in pensione a 67 anni che sono parenti prossimi di 70 e se è fortunato avrà una pensione da fame dopo aver speso tutto il tempo di una vita a pagare mutui, rate, bollette, tasse…ora volete rubare anche il tempo dell’adolescenza. Ma andate a lavorare voi che da una vita vivete con lauti stipendi pagati da noi. Andateci voi a fare volontariato. Il lavoro si paga!” [Pagina “Fiorella Mannoia” – 14 aprile 2015]

Poletti ribatte all’affermazione della Mannoia dicendo che non ha parlato di lavoro gratuito. (Mio parere personale) La proposta di alternanza scuola-lavoro (a rigor di logica) presuppone la gratuità del lavoro come “extra” allo studio. Alla fine risulterebbe essere una forma di attività extra scolastica.

Dura la replica della cantante alla quale mi associo e a cui aggiungerò un’ultima cosa in chiusura:

No ministro, forse non ci siamo capiti. Siamo il paese con più volontari d’Europa, non c’è bisogno di un ministro che esorti al volontariato, non in questo paese. E non è a quel tipo di volontariato che mi riferivo. Il volontariato è una scelta che risponde alla nostra coscienza, anche a quella dei più giovani, e ce ne sono tanti che impiegano il tempo delle loro vacanze a ripulire spiagge o semplicemente ad aiutare in casa o nelle attività familiari. Quello che mi preoccupa sono i “corsi di formazione volontari” sono i “corsi di formazione volontari” è a questo volontariato che mi riferivo, che vanno retribuiti, anche meno, ma vanno retribuiti. Questo è il patto con i cittadini di una società che si dice civile. Siamo pieni di stagisti che lavorano in maniera gratuita nella speranza di un lavoro che nella maggior parte dei casi, e lei lo sa, non arriverà. Lei dice che tre mesi di vacanza sono troppi, caro ministro la gioventù vola e questi giovani cittadini avranno tutto il resto del tempo della loro vita da adulti, impiegato a trovare un lavoro che dia loro dignità, si troveranno ad affrontare tutte le difficoltà che la vita gli metterà di fronte, e lei sa che l’indipendenza economica sarà la loro prima preoccupazione. E comunque non c’è niente di male a fare corsi di formazione, ma vanno retribuiti, lavorare gratis non è educativo, è frustrante. Voi dovreste lavorare e fare tutto ciò che vi è possibile per rendere le persone felici, si ha capito bene ministro: FELICI. Questa dovrebbe essere la politica. La saluto e buon lavoro.”

Non c’è che dire, la signora Mannoia ha toccato un tasto dolente: stagisti non retribuiti o sottopagati, corsi di formazione che salassano i giovani e le loro famiglie per non ottenere altro che un “forse”. Tutti i ragazzi vorrebbero raggiungere l’indipendenza economica, almeno per poter dire: «Questa sera me ne vado a mangiare una pizza con gli amici. Non devo chiedere i soldi a mamma e papà.»

cercasi-lavoroQuanti di noi si sono sentiti umiliati pensando che, alla veneranda età di 22, 23, 25 anni, erano costretti ad andare a battere cassa sul portafoglio dei genitori per pagarsi il biglietto del cinema o fare benzina alla macchina? Io per prima! No mi posso togliere da questo novero, perché sono una di quei ragazzi che passa le giornate a cercare un lavoro e si inventa mille scuse per non uscire e non spendere, per non sentirmi a disagio pensando che devo andare a lavorare e per fare benzina devo chiedere a papà di darmi qualcosa.

Vorrei che qualcuno aprisse gli occhi, come alcuni stanno già facendo, e vedesse che la Generazione Neet non è una parola o un concetto di Wikipedia. È una realtà, tremenda e concreta, che si nasconde sempre meno e che rischia di diventare una bomba ad orologeria.

Vorrei personalmente ringraziare la signora Mannoia per essersi ricordata di quelle mitologiche figure chiamati Stagisti, che lavorano come un “occupato” gratuitamente, oppure per uno stipendio da fame.

A voi le conclusioni. Io ho ancora molto da dire, ma sarà meglio che me ne stia buona. Ho già parlato anche troppo. Ricordo solo a tutti che questo è uno spazio libero per chiunque volesse parlarne e raccontare la propria esperienza Neet o anche solo confrontarsi. #ioparlo #vogliounfuturo

Tamara V. Mussio

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