Gli Spaccia Lezioni

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Recensione a “La nonna a 1000°” di Hallgrímur Helgason


3192ce36-d6ff-4fde-aaf2-5ca9ca9028f6Buongiorno Spaccia Lezioni, oggi tornano le nostre recensioni. Questa settimana ho deciso di parlarvi della mia ultima lettura, il romanzo “La nonna a 1000°” di Hallgrímur Helgason, scrittore e artista islandese, che non avevo ancora avuto il piacere di conoscere. Questo libro mi è stato regalato lo scorso anno, insieme a molti altri. Il titolo mi ha attirata subito e non ha deluso.

Herra Björnsson è un’anziana islandese allettata, devastata dai vari acciacchi dell’età e dal cancro che la sta divorando lentamente. Quello che sembrava essere un anno di vita si è protratto fin troppo a lungo, per i suoi gusti e, supportata dalla sua passione per la tecnologia, dimostra tutta la sua freddezza calcolatrice e cinica, tipica di chi ha dovuto vedere e subire più del necessario. Attraverso gli occhi di questa donna, viviamo la sua vita, le sue scelte, sempre e costantemente errate, che la portano, ogni giorno, un passo più vicina al baratro. La Seconda Guerra Mondiale viene rivista, attraverso la sua infanzia e la sua adolescenza, da un punto di vista solitamente poco considerato: il nord Europa. Perché la guerra, se è mondiale, coinvolge tutti, tutte le nazioni e anche l’Islanda e la Danimarca, suoi paesi d’origine. Nata da mamma “plebea”, figlia delle isole Svefneyar, semplice donna di lavoro e da un padre “illustre”, figlio di colui che diventerà il primo presidente della nuova repubblica dell’Islanda e sposato con una donna danese, Herra dovrà sopravvivere come molti alla guerra, alla devastazione, alle violenze. Imparerà molto presto quanto vale il corpo di una donna e a cosa può spingere un uomo. Saprà usare se stessa in ogni evenienza, soprattutto per sopravvivere e trovare la propria strada, a volte, anche per aiutare gli altri. Una bambina che diventa donna nel pieno della guerra, lontana dalla madre e con un padre in battaglia per una causa che non lo riguarda; lo dice spesso, la Herra bambina, “l’Islanda è la terra del silenzio. Tutti stanno in silenzio. Anche se qualcosa si sa, comunque non esiste.”

Una lettura straordinaria, con qualche capitolo un po’ lento ma che non pesa con le sue oltre 500 pagine, perché la forza e la crudezza dei racconti dei momenti della vita di questa donna, vengono affrontati con sincerità e amara realtà. Personalmente ho amato questo libro perché la freddezza e la lucidità con la quale sono stati presentati certi momenti, come la scoperta del sesso, l’istinto che spinge una ragazzina a diventare donna e prostituta; la rabbia feroce scagliata contro il fantasma della guerra, che mette padre e figlia l’uno contro l’altra; la sensazione di abbandono che mina il sentimento tra madre e figlia, sono così realistici e ricchi, che non si può che ritenerli veri.

Hallgrimur Helgason

Hallgrimur Helgason

Aggiungo anche che, durante tutta la lettura, spesso dimenticavo che l’autore è un uomo. Un uomo che racconta la vita di una donna. Si direbbe impossibile e io stessa non amo leggere libri sulle donne scritti da uomini, ma Helgason ha una poliedricità tale, nella scrittura, che è impossibile distinguere l’autore dalla protagonista. Un personaggio forte, determinato, cinico e ferocemente sensuale anche nella vecchiaia. Anche da un letto chiuso in un garage, con il catetere e i lassativi a fare compagnia, Herra Björnsson riesce a tenere testa a ragazzoni innamorati solo di se stessi, uomini fragili che si appigliano ad una stupida fotografia scaricata da Google Immagini e credono di essere in contatto con una qualche divinità della bellezza. Anche nello squallore del tramonto della vita riesce ad essere presente nella vita dei figli che ha abbandonato e cercare di ottenere ciò che la vita le ha tolto: dignità e pace. La pace e la volontà di decidere, solo i suoi obbiettivi finali. So che devo morire, ma deciderò io quando e come. Per questo motivo si prepara in anticipo e fissa il suo appuntamento con la Morte, 14 Dicembre.

Un libro consigliato, una lettura destabilizzante che consiglio a chi ama lo humor nordico e la capacità di rendere logico e pratico il tutto. Niente fronzoli, niente storie d’amore strappa lacrime, solo la vita e ciò che ne resta, dopo aver visto il vero volto dell’umanità.

VOTO: 9,5

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2 commenti su “Recensione a “La nonna a 1000°” di Hallgrímur Helgason

  1. Pingback: Recensione a “Gotland. L’isola di Dio” di Östlundh Håkan | Gli Spaccia Lezioni

  2. Pingback: Book Review – “Gotland” by Östlundh Håkan | Gli Spaccia Lezioni

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