Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Recensione a “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee, a cura di Cristina Biolcati


Buongiorno Spaccia Lezioni! In seguito alla notizia che la scrittrice statunitense Harper Lee, classe 1926, sta per dare alle stampe un nuovo libro, abbiamo deciso di leggere e commentare per voi il suo capolavoro “Il buio oltre la siepe” (Universale Economica Feltrinelli, 2013), romanzo che le è valso il premio Pulitzer nel 1960.

harper-leeSono trascorsi 55 anni dall’uscita, 40 milioni di copie vendute e, nel 2014, siamo giunti alla quarantaduesima edizione. Consigliato da Barak Obama come testo che si batte contro ogni forma di razzismo, l’opera è considerata un classico della letteratura, studiata nelle scuole come modello di buona scrittura e sensibilità umana.

Il vero titolo è “Uccidere un usignolo”, e fa riferimento alla morte inutile di un uccello innocuo che non mangia granaglie, bensì insetti e larve, e delizia l’aria col suo canto melodioso. In Italia è stato tradotto con “Il buio oltre la siepe”, inneggiando alla diffidenza nei confronti di tutto ciò che non si conosce, al fatto che il buio possa trovarsi lì, a pochi passi, sconosciuto e allo stesso tempo vicino.

In un piccolo paese dell’Alabama, i figli dell’avvocato Atticus Finch, Jeremy detto Jem e Jean Louise detta Scout, vivono la loro vita di bambini, dividendosi fra la scuola, i giochi spensierati e le esperienze che tutti i ragazzi della loro età si apprestano a fare. Atticus è vedovo, e si avvale del prezioso aiuto della domestica di colore Calpurnia, una donna molto materna, e della sorella Alexandra, un po’ rigida nei modi e attenta alle apparenze.

Siamo negli anni intorno al 1935, e nel profondo sud degli Stati Uniti il razzismo è ancora fortemente radicato, tanto da inficiare il verdetto di un processo che turberà la vita della famiglia Finch. Atticus infatti, proprio per la sua propensione a non avere pregiudizi nei confronti della gente di colore, viene incaricato di difendere un giovane nero, Tom Robinson, accusato di violenza carnale nei confronti di una ragazza bianca, la figlia diciannovenne di Bob Ewell, un tipo litigioso e spesso ubriaco. Seppur innocente, il ragazzo verrà condannato e morirà in prigione poco tempo dopo, durante un tentativo di fuga. Bob Ewell, sbugiardato e messo in cattiva luce da Atticus durante il processo, in quanto vero responsabile delle percosse alla figlia, giurerà vendetta, e cercherà di aggredire proprio i due ragazzi.

ilbuiooltrelasiepeCome in tutti i piccoli paesi, dove gli abitanti si conoscono, non mancheranno figure di spicco, molto ben caratterizzate dall’autrice. Fra tutti, un personaggio vero “fantasma” della storia, Arthur Radley detto Boo, un ragazzo dai gravi problemi caratteriali, che vive recluso in casa, per sua stessa volontà. Proprio su questa persona, che abita a poca distanza dalla casa dei ragazzi Finch, in un giardino con un grande albero e una siepe, si scateneranno le fantasie dei due bambini, puntualmente raggiunti, durante le vacanze estive, dall’amichetto Dill, che con loro compone un terzetto vivace. Ma niente è come sembra, e i tre ragazzi capiranno presto che non sempre bisogna temere quello che non si conosce.

“Quasi tutti sono simpatici, Scout, quando finalmente si riesce a capirli”, sono le parole sagge di Atticus, alla conclusione del libro.

La storia è narrata in prima persona proprio dalla piccola Scout, che con i suoi modi bruschi, da “maschiaccio”, scandalizza le signore del paese. La bimba è in realtà dotata di una grande forza interiore e di una maturità sbalorditiva. Scout descrive eventi più grandi di lei, in una maniera così obiettiva e pacata, da far provare al lettore una grande empatia. Giudica le situazioni con il naturale distacco che una bambina di otto anni dovrebbe avere, ma al tempo stesso evidenzia le ingiustizie a cui la vita la sottopone, in una maniera che tocca il cuore.

La prosa di Harper Lee è semplice, scorrevole, mai tediosa. Le scene scorrono davanti ai nostri occhi, come stessimo guardando un film. In queste 290 pagine, non capita mai di dover tornare indietro per ribadire un concetto che era sfuggito all’attenzione. Una caratteristica davvero notevole per un libro che tratta tematiche così importanti.

Quando la storia finisce e le pagine si chiudono, rimane una leggera inquietudine. Un senso di nostalgia per quei personaggi che erano diventati familiari. Per la piccola Scout e il suo mondo di scoperte; per quel fratello che sempre la protegge da tutto e da tutti, anche se in maniera un po’ goffa. E per Atticus, stanco e disilluso. Un uomo giusto che ha insegnato ai propri figli a non odiare nessuno, e a non giudicare in base al colore della pelle. E sopra ogni cosa, ha trasmesso loro quanto importante sia essere dotati di calma e pazienza.

Cristina Biolcati

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Conservare In Frigo

le cose buone che mi capitano

Marilena in the kitchen "old fashioned recipes"

"In ogni piatto c'è sempre un ingrediente unico ed irripetibile, frutto della tua energia, delle tue emozioni"(Marilena)

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Photoworlder

Il mio scopo principale è viaggiare, eternamente nomade.

Håkan Östlundhs blogg

Om och av författaren Håkan Östlundh

Fuoco di Prometeo

Il MISTERO a portata di mano!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: