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Penny Dreadful, pastiche di creature vittoriane che interagiscono nella cupa Londra di fine XIX secolo


penny-dreadful-poster-2Penny Dreadful” è una serie TV mandata in onda a partire dall’11 maggio 2014 e ispirata alle omonime tipologie di pubblicazioni periodica diffusasi nel Regno Unito nel corso del XIX secolo. Versioni britanniche dei dime novel statunitensi, tali pubblicazioni, in genere fascicoli settimanali, vengono associati da alcuni autori come precursori in Europa del genere pulp, insieme ai feuilleton francesi e ai romanzi d’appendice italiani.

Caratterizzate dal basso costo, proponevano narrazioni a puntate rivolte per lo più al proletariato e alla borghesia impiegatizia, contribuendo a far sì che il romanzo gotico divenisse popolare. Le storie narrate erano quindi brevi poiché destinate ad essere lette nel non molto tempo libero dei lavoratori. Il nome penny dreadful, in italiano traducibile come «spaventi da un penny», rifletteva, oltre al costo delle opere, anche la loro scarsa qualità. Erano infatti contraddistinte da toni eccessivamente enfatici, banali e sgrammaticati: i racconti erano accompagnati da illustrazioni grossolane che accentuavano il tentativo degli autori di dare sensazionalità alle opere.

Nonostante il basso valore culturale attribuitogli, il genere penny dreadful ebbe comunque un’influenza sugli autori letterari degli anni seguenti, ad esempio su Stevenson. Inoltre, personaggi protagonisti di penny dreadful sarebbero poi stati ripresi sia da autori letterari che cinematografici: tra i più celebri vi è indubbiamente Sweeney Todd. Molti dei luoghi comuni e stereotipi presenti nella letteratura sui vampiri si devono a Varney il vampiro, o Il banchetto di sangue (Varney the Vampire, or, the Feast of Blood).

56074815436816541dd357afb16b9334La storia inizia con la recita itinerante di un saltimbanco americano, Ethan Chandler (Josh Hartnett), che si dimostra particolarmente abile e lesto nel maneggiare le armi da fuoco.

Mentre tutto il pubblico assiste estasiata alla perfomance, l’enigmatica Vanessa Ives (Eva Gaëlle Green) fissa imperturbabile le sequenze funamboliche: ha in serbo per l’esibizionista d’Oltreoceano un’offerta di lavoro peculiare, che gli espone una volta terminato lo spettacolo.

Miss Ives vive nella facoltosa dimora di Sir Malcolm Murray (Timothy Dalton), un esploratore del continente africano tra i fondatori dell’Explorer Club.

Egli è alla ricerca della figlia Mina (Olivia Llewellyn), di cui non ha più notizie da quando si è sposata con un imperscrutabile avvocato londinense, Jonathan Harker (e già da questo nome, è palese il riferimento al Dracula stokeriano).

Dai confronti con Vanessa durante il primo episodio, Ethan intuisce subito il carattere soprannaturale della missione a cui è stato preposto, missione a cui si aggiunge una recente conoscenza di Sir Murray, il dottor Viktor Frankenstein (Harry Treadway), e lo sfregiato maggiordomo africano di casa Murray, Sembene (Danny Sapani).

Oltre al Dracula di Stoker e al Frankestein di Mary Shelley, in “Penny Dreadful” compare anche il Dorian Gray di Oscar Wilde, interpretato mediocremente da Reeve Carney.

Le somiglianze fra “Penny Dreadful” e “La Lega degli Straordinari Gentlemen” di Alan Moore si sprecano, a tal punto da far pensare che quella può essere l’evoluzione della serie nella 2^ stagione.

Penny-1_2-SeanceL’epica vampiresca viene accostata alla mitologia egizia, con continui rimandi alla relazione che intercorre fra le divinità Amon-Ra e Amonet e relativo divieto di raffigurarli assieme. Tale rivisitazione risulta però erronea, per due motivi:

– la rappresentazione di Amonet (colei che è nascosta) nella cosmogonia egizia viene associata al culto di Amon in quanto sua paredra, una delle due coppie fondanti della suddetta mitologia. In generale, è raro che tali divinità non vengano rappresentate in diadi o triadi, la rappresentazione singola non avrebbe senso.

– la rappresentazione di Amonet come divinità solo negativa. Questa scissione manichea del bene e del male non si riscontra quasi mai nella mitologia egizia (per la sua natura sincretica); la stessa Amonet era una delle divinità protettici del faraone.

Anche nei ragni che spuntano fuori dalla croce quando Miss Ives recita le preghiere cristiane in latino si può vedere un collegamento con la mitologia dell’antico Egitto, e più specificatamente in Neith, la dea tessitrice: un suo attributo è il ragno, in quanto animale tipico delle terre desertiche.

In subordine, l’epica vampiresca si relaziona in maniera ambivalente alla succitata religione cristiana,   trasfigurata nelle velate richieste di esorcismo di Vanessa, nel plumbeo magnetismo che esercita la chiesa in cui si reca la protaginsta, nel medaglione di san Giuda (patrono delle cause perse) indossato da Ethan, nonché nel conflitto latente fra il credo cattolico di Miss Ives e la mentalità anglicana dell’anfitrione Sir Murray.

La trama orizzontale della ricerca di Mina non costituisce il fulcro della prima stagione: Mina_MurrayMina diviene un’allegoria, di ciò che il padre Malcolm spera e ciò che teme sia diventata, delle scelte ineluttabili che la vita ci pone dinnanzi, della malvagità esteriore che condiziona la sfera interiore e della malvagità interiore che si riverbera nelle dinamiche del mondo esteriore, della Bellezza (caduca o imperitura) e della Morte (o, meglio ancora, degli stati intermedi fra la vita e la Morte, il “demimonde” sovente evocato), del mostro e del “diverso” che non si integra nella società e finisce per rimanerne ai margini.

In questo senso la seconda creatura di Viktor Frankestein, Proteus (nome ispirato al personaggio de “I due gentiluomini di Verona” di Shakespeare), esprime l’idea dell’uomo incorrotto, non ancora contaminato dall’imperfezione e dai vizi della natura umana, chiara influenza dell’opera di Mary Shelley, a sua volta ripresa da Jean-Jacques Rousseau.

La Londra cupa, opaca e insudiciata da una coltre di inquinamento dovuta alla sfrenata industralizzazione è una scenografia tipicamente dickensiana, così come la scena in cui l’amante di Ethan, Brona Croft (Billie Piper), tossisce sangue accovacciata in un angolo della strada, mentre la gente cammina indifferente senza nemmeno degnarla di uno sguardo.

Le digressioni che approfondiscono storie e ambiguità dei protagonisti risultano profonde, interessanti, ben recitate e accompagnate da un’eccelsa fotografia (che non di rado sfocia nel pittorico) ed eleganti musiche di sottofondo (tra le quali spicca la “triade” proposta nei fotogrammi ambientati nel languido salone di Dorian Gray – “La Bohème” di Puccini, “Tristano e Isotta” di Wagner e la sublime aria “Mon coeur s’ouvre à ta voix” dal “Sansone e Dalila” di Saint Saens): peraltro, le sottotrame occupano molto più “screentime” rispetto all’intreccio principale.

Sontuose, in tal senso, la quinta e la settima puntata: la quinta puntata si focalizza sul passato di Vanessa, sul più volte menzionato tradimento nei confronti di Mina, illustrando la vita delle due donne fin dalla loro felice infanzia, durante la quale erano amiche inseparabili grazie alla contiguità fra le abitazioni delle rispettive famiglie. Le spensierate corse in spiaggia vengono lambite dalla fosca smisuratezza del panorama marino, ma è un paesaggio fintamente rassicurante, che anticipa lo smarrimento nei meandri della propria coscienza, rappresentati dall’inestricabile labirinto di siepe dove si consuma l’inganno primigenio, per poi sprofondare negli abissi più tetri del proprio animo, siano essi rispecchiati dalle asettiche mura di un ospedale psichiatrico o dalle luttuose stanze casalinghe che ospitano una Vanessa ormai catatonica a causa dell’errata lobotomia.

Penny-dreadful-wikia_malcolm_murray_02La settima puntata, invece, è tutta ambientata nella maestosa magione di Sir Malcolm Murray, e ritrae ancora una volta la lotta campale di Vanessa contro i demoni interiori, pugna in cui viene assistita dai leali e costernati uomini che gravitano attorno alla sua vita (Malcolm, Ethan, Frankestein e Sembene).

Una delle cifre stilistiche di “Penny Dreadful” consiste nell’indugiare in lunghissime sequenze collocate in un unico luogo o raffiguranti uno specifico contesto, rigorosamente dai connotati claustrofobici: dalla seduta spiritica nel secondo episodio al salace scambio di battute tra Frankenstein e la sua prima creatura Caliban (Rory Kinnear) nella terza puntata, passando per il teatro Grand Guignol e lo scantinato di casa Murray nella quarta nonché l’ispezione alla lugubre nave in quarantena nella sesta.

Gli otto episodi sono stati diretti “a coppie” da quattro registi diversi (Juan Antonio Bayona i primi due, Dearbhla Walsh il terzo e il quarto, Coky Giedroyc il quinto e il sesto, James Howes gli ultimi due) e, nonostante questa ulteriore peculiarità, “Penny Dreadful” mantiene inalterata la propria coerenza stilistica durante l’intera prima stagione.

Numerose le citazioni letterarie a cui la serie TV attinge, molte delle quali costituirono all’epoca una fonte di ispirazione inestinguibile per gli autori gotici e tardo-vittoriani: si oscilla perciò fra “Ode all’usignolo” di John Keats e il “Paradiso Perduto” di John Milton, dalle “Righe scritte di prima primavera” di Wordsworth all’”Adonaïs” di Percy Shelley.

In chiaroscuro le scelte di casting: Eva Green è perfetta nel ruolo dell’algida e tormentata Vanessa Ives, e delizia il pubblico con uno spettro amplissimo di smorfie, intonazioni vocali e sfumature mimiche, risultando sempre convincente, sia da posseduta indemoniata che da corteggiata, tanto da appassionata d’arte quanto da cultrice degli ambiti esoterici.

Molto male Reeve Carney: il suo Dorian Gray è insipido, non incide sulla trama, e all’attore manca quel pizzico di maturità fisica che avrebbe trasmesso più fascino consapevole alla sua eterna giovinezza.

Danny Sapani rende meravigliosamente i misteri celati da Sembene, mentre anche Harry Treadaway risulta acerbo per impersonare un luminare della medicina come Frankestein: a fasi alterne Josh Hartnett e Timothy Dalton, a volte idoneamente sfaccettati, spesso invece troppo bidimensionali.

“Penny Dreadful” ha vinto il primo premio nella sezione “Nuova serie TV più emozionante” ai Critics’ Choice Television Awards 2014, mentre Eva Gaëlle Green per l’ impeccabile interpretazione di Vanessa Ives ha prevalso nella categoria “Miglior attrice TV” agli IGN Awards 2014.

La prima stagione, andata in onda dal 11 maggio al 29 giugno 2014, consta di otto episodi, mentre per la seconda stagione, in programma a partire dal 3 maggio 2015, sono previste dieci puntate.

Titolo originale: Penny Dreadful

Genere: drammatico – horror gotico – thriller

Canale di trasmissione: Showtime

Produttori esecutivi: John Logan, Sam Mendes, Pippa Harris

Produzione: Neal Street Productions, Desert Wolf Productions, Sky Atlantic

Attrici/attori principali: Eva Gaëlle Green, Timothy Dalton, Rory Kinnear, Harry Treadaway, Josh Hartnett, Reeve Carney, Billie Piper, Danny Sapani, Helen McCrory, Simon Russell Beale, Olivia Llewellyn, Hannah Tointon, Alex Price, David Warner, Alun Armstrong

By Artemide B.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 marzo 2015 da in Fuori Serie con tag , , , .
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