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Honnoji: La leggenda della nascita del mondo, secondo i giapponesi


Benvenuti alla nostra prima chiacchierata dedicata al mondo giapponese, cominciamo proprio dall’ inizio, ma un inizio veramente, ma veramente antico.

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Secondo le antiche leggende giapponesi, e più precisamente, come viene raccontato nei tre libri del Kojiki (古事記, finiti di scrivere nel 712 d.C) all’ inizio dei tempi fecero la loro comparsa cinque esseri estremamente potenti e antichi, I primi Kanji (神) sia maschio che femmina, sia singoli che multipli, sia bene che male, anzi, più neutrali che altro, superiori ad ogni desiderio e a ogni nostra ( e non solo nostra) brama. Queste divinità primordiali risiedevano ( e secondo coloro che ci credono, ovvero gli shintoisti, vi risiedono ancora) nel Takama-ga-hara (高天原). Il concetto stesso di Kami per i giapponesi è estremamente interessante, si contano quasi più di 8000 di loro nella mitologia nipponica, ma non è il loro numero quello che li rende così affascinanti, è bensì il fatto che molti di loro sono così astratti che possono rappresentare una sfaccettatura così piccola del genere umano, che magari noi non abbiamo mai neppure considerato, facendo comprendere, ancor di più la profondità filosofica e culturale di un popolo che è sempre stato innamorato perso del nostro Paese. Ma torniamo al nostro mito primordiale.

Non è ben chiaro se questi esseri possano in qualche modo “morire di vecchiaia” , ma sappiamo che da questi cinque kami primordiali si succedettero sette generazioni di divinità, che si conclusero con i fratelli Izanagi e Izanami, i quali verranno considerati rispettivamente , il primo uomo e la prima donna.

10928749_10203813328038965_1031469390_nGrazie a una mitica Naginata ( un’arma ad asta lunga, molto simile alle nostre alabarde, ma terminante con una lama ricurva più simile ad una spada che alla sopracitata arma) crearono il mondo come lo conosciamo noi, e dal fango mosso da questa arma prodigiosa, nacque un isola che diverrà poi il Giappone (per poi andare a formare tutto il mondo conosciuto) , la quale diverrà la loro dimora. Izanami e Izanagi , sebbene fossero fratello e sorella, decisero che dovevano portare avanti la loro stirpe, e dopo aver deciso di procreare, cominciarono il rito. Qui, secondo una parte del mito un po’ maschilista, I primi due figli dei Kami nacquero orrendi, deformi e crudeli, perché fu Izanami a prendere l’ iniziativa nel rapporto sessuale, mentre la seconda volta, quando fu l’uomo a prenderla, tutto filò liscio.

10947684_10203813329118992_428008087_nChe fine fecero i mostruosi figli? Secondo alcune leggende, andarono a formare il terribile popolo degli Oni (鬼), gli spietati e giganteschi demoni giapponesi, ( o per lo meno… la razza più famosa degli esseri maligni della mitologia del sol Levante) affamati di carne, stupidi e sessualmente sempre vogliosi . Ricordatevi di questi demoni, amici lettori, perché nel prossimo racconto appariranno di nuovo, e capiremo di più su di loro. I Primi 8 figli delle due divinità, furono le 8 isole che andranno a formare il Giappone, e si perde il conto degli altri figli che vennero dopo dall’ unione tra Izanagi e Izanami, tra cui anche i primi esseri umani. Si sa però che ad un certo punto, Izanami morì durante il parto, visto che il nascituro era Kagu-Tsuchi, dio del fuoco, che con le sue fiamme bruciò a morte la madre. Il povero Izanagi, furente, con la sua meravigliosa spada Tostuka-no- Tsurugi (十拳剣, letteralmente, la spada lunga dieci volte la propria elsa) tagliò il neonato in otto pezzi, I quali andarono a formare gli otto principali vulcani del Giappone, e dal suo sangue, nacquero due importantissime divinità- drago (ricordatevi del drago, sarà una figura che vedremo quasi sempre) Watatsumi e Kuraokami, rispettivamente dio del mare e della pioggia.

Incapace di accettare la perdita della sua amata, Izanagi, andò nel terribile regno dei morti, l’oscuro Yomi ((黄泉) per portarla via da quel mondo di tenebra e dolore, regno dei demoni e dei sopracitati Oni ( benché siano molto più potenti, si possono paragonare come modi e intelligenza agli orchi occidentali, specialmente quelli che vennero dopo la rivoluzione fantasy di Tolkien) .

Qui, seguendo in maniera incredibilmente simile il mito di Orfeo e a quello di Proserpina, a Izanami venne detto che avrebbe potuto portarla via dallo Yomi, a patto che non la guardasse fino a che non fossero usciti da quel mondo di morte. Qui, il dio creatore scoprì che la sua amata donna aveva mangiato del cibo dell’ oltre-mondo, il quale, una volta ingerito, non permette a nessuno di poter più uscire dagli Inferi. Izanagi, sconvolto, decise che l’avrebbe vista ancora una volta prima di abbandonarla e, mentre lei dormiva, lui le rivolse la torcia verso il viso, ciò che vide lo fece sprofondare nel dolore più atroce. Izanagi, un tempo bellissima, con lunghi capelli neri, una pelle bianca come una perla e un corpo snello ma allo stesso tempo prorompente e seducente, era divenuta un essere mostruoso. Bruciata dalle fiamme e corrotta dalle forze infernali, il suo aspetto ora era molto più simile a un abitante dello Yomi che a quello di un Kami. Izanami si accorse del fatto che era stata scoperta e gettò la maschera, era divenuta la regina di quell’ orrendo mondo, madre di ogni singolo essere infernale. Il marito folle di paura, scappò dallo Yomi, sebbene la sua ex compogna gli avesse lanciato contro un temibile demone del fulmine, un Raijin (雷神),i quali, come potenza, possono mettere in seria difficoltà anche un Kami come Izanagi. La regina dei Demoni, furente per il “tradimento” del marito, gli promise che avrebbe ucciso mille uomini ogni giorno, Izanami furente, le rispose che allora lui ne avrebbe creati millecinquecento al giorno, e fu così che la morte piombò sul nostro mondo, ma è anche vero che, seguendo sempre una logica che al primo sguardo non potrebbe sembrare, ma è profondamente ottimista (come tutto quello che riguarda il mondo giapponese), questa è anche la spiegazione del perché comunque vi siano sempre più nascite che morti nel mondo.

10941758_10203813328598979_22024680_nRitornato sulla Terra, Izanagi volle lavarsi dal sudiciume che lo aveva ricoperto ed eseguì un rito di purificazione. Si tuffò in un fiume e soffiandosi il naso originò il dio Susanoo (   須佐之男) , signore della tempesta e del conflitto; dal suo occhio destro nacque Tsukuyomi(ツクヨミ, 月讀) , divinità della Luna e da quello sinistro Amaterasu (天照), dea del Sole. Sebbene all’ inizio fossero marito e moglie ( e come il padre con Izanami, consanguinei) Tsukuyomi e Amaterasu entrarono in conflitto quando il marito, ospite di un banchetto offerto dalla buona e gentile dea del cibo Uke- Mochi (保食神), venne brutalmente assassinato dal dio disgustato dal modo in cui produceva il mangiare la dea, benché fosse ottimo,( infatti la povera Uke –Mochi espletava i suoi deliziosi manicaretti dagli orifizi principali) . Amaterasu non volle più saperne nulla del marito e per questo, da quel momento, nacquero il giorno e la notte.

Sebbene sembra che siamo giunti alla fine del nostro primo racconto, vi è ancora una piccola leggenda di cui vorrei parlarvi, stimati lettori, ed è quella di Susanoo e del crudele Yamato no Orochi(   八岐の大蛇 o ヤマタノオロチ )   .

10893644_10203813328558978_669188349_nSusanoo, il più piccolo dei tre nobili bambini ( i tre kami principali nati dal rituale di purificazione di Izanagi), la sua forza e il suo coraggio erano pari unicamente alla sua insolenza ed al suo carattere bellicoso. Annoiato dalla monotonia dell’incarico assegnatogli (fare da guardiano ai mari creati dal padre) lo abbandonò, dandosi ad una serie di gesti violenti nei confronti degli esseri umani e degli altri Kami. Il padre, furente con il figlio, lo volle esiliare dal takama-ga-hara . Susanoo, prima di andarsene ebbe comunque il beneplacito di Izanagi di andare a trovare Amaterasu prima di andarsene, i due dopo un banale scherzo ( o secondo altre fonti, una scommessa vinta dalla dea della luna) andarono incontro a un terribile litigio, nel quale Susanoo uccise tutte le ancelle della sorella e ne distrusse tutti i campi coltivati. Amaterasu , scioccata dalla violenza del fratello minore, si rinchiuse in una caverna, facendo sprofondare il mondo nella tenebra. Fu solo dopo averla fatta uscire dalla caverna, grazie all’ utilizzo di uno specchio magico, che la luce tornò nel mondo. Izanagi per poco non uccise il figlio dalla rabbia e lo cacciò immediatamente, ordinandogli di non tornare mai più.

Susanoo, atterrato nel mondo dei mortali, si ritrovò nella regione di Izumo, dove incontrò tre persone disperate: due genitori ed una giovane ragazza. I due anziani gli riferirono che un essere mostruoso, un mastodontico serpente ad otto teste, chiamato Yamata no Orochi, che tiranneggiava sui popoli di quella terra, minacciava di distruggere ogni cosa se non gli avessero dato come tributo delle vergini in pasto, e aveva scelto come sua prossima vittima Kushinada, la giovane figlia dei due anziani . 10953036_10203813328758983_1837794695_nOrochi, bianco come la luna ( N.A: Il bianco in Giappone indica tutto quello che per noi viene indicato dal nero, è l’oscurità e il male, e Orochi ne era una delle incarnazioni più potenti. Ancora oggi nel paese del Sol Levante è sinonimo di crudeltà e morte e tantissimi personaggi negativi del mondo degli anime si rifanno a questa figura, due sopra a tutti Orochimaru di Naruto e Frieza di Dragon Ball), era fetido e velenoso, il suo stesso sangue e alito potevano uccidere all’ istante ogni singola creatura. Susanoo, che appena vide Kushinada si innamorò a prima vista (sentimento contraccambiato), decise di aiutare i popoli di Izumo, ma sapeva perfettamente che non poteva affrontare Orochi da solo, era troppo forte, anche per un indomito e fiero guerriero come lui. Susanoo, allora, ordinò che fossero raccolti otto barili di sake, da disporre di fronte alla casa dove vivevano i tre. Quando Yamata no Orochi giunse di fronte alla casa di Kushinada, trovò gli otto barili di sake e non poté far a meno di ubriacarsi, finché ogni testa cadde addormentata. Solo quando tutte le teste del mostro scivolarono in un sonno profondo, Susanoo abbandonò il suo nascondiglio e le recise, usando la stessa spada che usò suo padre per fare a pezzi il dio del fuoco, uccidendo il potentissimo mostro.

Subito dopo Susanoo tagliò le code di Orochi, ma quando raggiunse la coda centrale, notò qualcosa che fermò la sua spada, anzi, la incrinò addirittura. Fu così che Susanoo trovò la leggendaria spada Ama no Murakumo. La spada era qualcosa di incredibilmente bello e perfetto, per questo il signore delle tempeste decise che sarebbe stato il regalo di rappacificamento perfetto per sua sorella. La portò ad Amaterasu, la quale, commossa dal gesto, dalla maturità acquisita del fratello e dalla bellezza della Murakumo, decise di perdonarlo, cosa che fece anche Izanagi.

Susanoo comunque decise che il posto non era più tra i Kami, ma bensì con la sua amata Kushinada, con la quale si sposò subito, in una promessa d’amore eterno. Ancora oggi nella regione di Izumo, nel luogo dove si crede che siano vissuti vi è un santuario, monito del loro amore.

E con questo il primo racconto di Honnoji finisce per davvero, mi dispiaceva finirlo con due miti tristi come i primi che vi ho raccontato. Spero con tutto il cuore che vi siate divertirvi a leggerlo, almeno un quinto di quello che mi sono divertito io a cercare e a scrivere di queste bellissime leggende. Alla prossima.

Lorenzo Carbone (Sindry)

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Questa voce è stata pubblicata il 29 gennaio 2015 da in Hannoji, Uncategorized con tag , , , , .
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