Gli Spaccia Lezioni

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Recensione a “False Verità” di Vincenzo Lerro, Lineadaria Editore


Buongiorno Spaccia Lezioni, riprendono le consuete attività programmate. Con questo primo lunedì del mese tornano le nostre recensioni. False_Verità_DEFOggi voglio parlarvi del libro “False verità” di Vincenzo Lerro, edito da Lineadaria Editore e vincitore del premio “Saggistica”, nel concorso della Microeditoria di Qualità 2014. Ho scelto questo titolo perché tra i libri che più ho apprezzato e che maggiormente rappresenta lo stile saggistico. “False verità” è una ricca e ben strutturata indagine storica, che ripercorre i momenti più significativi della tortura in Italia. Partendo dalle prime attestazioni e i casi in cui essa veniva applicata, l’autore segue il filo delle proposte di abolizione. Ci sono voluti secoli prima di abbandonare completamente la pratica della tortura; tuttavia, questo testo ci dimostra come molte persone, di ogni ceto sociale, abbiano tentato di proporre una condotta più umana e meno violenta durante i processi. Partendo dal presupposto che “False verità” è un libro riorganizzato sulla base di una tesi universitaria, posso dire che, tra i vari libri di genere letti, è stato il miglior testo di Saggistica. La scelta dell’argomento, il filo storico-logico seguito, l’utilizzo delle fonti e la spiegazione di esse è molto curato. Lo stile di scrittura è curato e diretto, adatto alla discussione di un tema complesso e delicato come la tortura. Non ci sono fronzoli che distolgano l’attenzione del lettore. Ogni situazione viene esposta con cura e chiarezza, senza appesantire il discorso. Il percorso storico viene seguito coerentemente, senza salti avanti e indietro. Per il lettore è semplice ritrovare i temi già citati e rapportarli ai passaggi successivi.

Io, Vincenzo Lerro e "False verità"

Io, Vincenzo Lerro e “False verità”

Ottima l’organizzazione del testo, che presenta fatti e dati, senza sporcarsi con l’ossessione per il macabro che spesso caratterizza testi di questo genere. Le note a piè di pagina sono molto chiare e utili alla lettura, elemento che, solitamente, risulta più ostico e criptico del testo stesso. Unico neo di questo scritto, l’utilizzo delle fonti latine che, in alcuni momenti, non vengono tradotte. Per chi conosce il latino può non essere un problema, ma per altri è una battuta d’arresto nella lettura. VOTO: 9

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Questa voce è stata pubblicata il 1 dicembre 2014 da in Recensioni con tag , , , , , .
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