Gli Spaccia Lezioni

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Recensione a “Le sette biciclette di César” di Sebastiano Gatto


Le-sette-biciclette-di-CesarBuongiorno Spaccia Lezioni, questa settimana ho deciso di parlarvi di un libro che si era, sfortunatamente, perso nelle mie librerie. Viste le ridotte dimensioni e gli ampi spazi occupati dai libri, me n’ero dimenticata. Parleremo del libro “Le sette biciclette di César” di Sebastiano Gatto, edito da Amos Edizioni. L’edizione è molto particolare e accattivante, peccato solo sia in un formato così piccolo.

Parliamo subito del testo. Il protagonista di questa storia non viene mai nominato, perché il racconto è narrato dal suo punto di vista. Tutto parte, appunto, da sette biciclette abbandonate in un canale vicino alla fermata dell’autobus. Mentre il protagonista attende, un netturbino le sta estraendo dall’acqua. Da qui parte una riflessione su come l’artista César riuscisse a ridare vita a mucchi di ferraglia, apparentemente inutile, che trovano una seconda occasione per diventare qualcosa di nuovo. Chiuso questo pensiero si passa all’ospedale dove lui lavora e dove avviene un incontro fortuito, una bella ragazza, molto più giovane, sembra diventare la sua ossessione. Si incrociano, si incrociano di nuovo, si incontrano volontariamente, si scontrano e si separano. Perché vi ho scritto tutto questo così sbrigativamente? Semplicemente perché la sequenza di questi avvenimenti è veramente rapida, anche sospetta. Il finale lascia un grande punto interrogativo nel protagonista e nel lettore che, inconsapevolmente, esclude alcuni elementi, per concentrarsi ed entrare in un’ottica unilaterale.

Questo stile e questo taglio di scrittura è eccezionale, perché porta il lettore ad identificarsi SOLO emotivamente con il protagonista, lasciando, però, la possibilità di spaziare e ipotizzare varie dinamiche.

La chiusura è legata proprio ad un confronto con l’artista César: lui è riuscito a dare una seconda chance agli oggetti trasformandoli in arte. Nella vita, le seconde occasioni, spesso sono solo ideali o sperate; ancor più spesso sono totalmente inesistenti.

Ottimo lo sviluppo in sole 78 pagine, ricche e ben chiare, senza divagazioni o descrizioni ridondanti. Molto buono lo stile di scrittura dell’autore, che riesce sempre, in poche frasi, a gettare un indizio, uno spunto di riflessione, senza mettere troppa carne al fuoco.

Trovo questo libro una lettura piacevole, scorrevole e accattivante, sinceramente consigliato.

VOTO: 8

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