Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Recensione a “Un uso qualunque di te” di Sara Rattaro, a cura di Cristina Biolcati


Un-uso-qualunque-di-te

Copertina di “Un uso qualunque di te”

“Un uso qualunque di te” è un romanzo di Sara Rattaro, pubblicato dalla casa editrice Giunti nel 2012, nella collana A. Non è facile parlare di questa storia, perché bisogna tenere conto del soggetto, non proprio originale, e di alcuni eventi inverosimili. Abbiamo apprezzato la Rattaro in qualità di autrice di storie tenerissime, che trattano temi attuali, nei quali ci si può immedesimare con facilità. Le tematiche, altamente commoventi (come per esempio la disabilità di un figlio, in “Non volare via”), hanno la particolarità di non rasentare mai il patetico. L’autrice elabora i concetti quasi in “punta di piedi”, con molto rispetto e con una prosa dal carattere evocativo. Non nasconde nulla, bensì dialoga col lettore attraverso una grande onestà di intenti, laddove sarebbe facile scadere nello scontato. Le sue storie portano a riflettere, ad accettare che nel mondo vi siano delle “diversità”, in maniera ineluttabile, come facenti parte della vita stessa. Ecco perché questo libro ci è piaciuto, e merita una grande attenzione. Motivo per cui, discostandosi da “Non ti muovere” della Mazzantini, trova una sua originalità e un suo posto fra i “grandi”.

Viola è una moglie e madre inquieta e molto distratta. Lavora in una galleria d’arte insieme alla sua amica Angela, ha un marito devoto ed innamorato, Carlo, ed una figlia di diciassette anni, Luce. Eppure è insoddisfatta ed infedele. Nella notte che cambierà per sempre la sorte della sua famiglia, la donna riceve una telefonata da Carlo, ma non è nel suo letto. Il marito le comunica soltanto che è in ospedale e la prega di raggiungerlo.

“Perché sei in ospedale? La tua voce la sento chiara in testa. Sono in ospedale. Ti prego raggiungimi. Chissà cos’hai pensato mentre non ti rispondevo. Tu non perdi mai il controllo, sono io quella sbagliata, tu sei il punto fermo, io quella che oscilla”.

sara rattaro

L’autrice, Sara Rattaro

Viola, guidata da quel “feeling” che li ha sempre uniti, riesce a rintracciarlo, giungendo finalmente laddove da tempo avrebbe dovuto essere. Accanto alla figlia, ricoverata d’urgenza per un’epatite fulminante, forse dovuta ad una dose di droga che ha assunto durante una serata in discoteca. La vita di Viola, fino ad ora imbastita di menzogne e di rimpianti, viene scandagliata. Non è più possibile mentire, bisogna guardare in faccia la realtà, perché il segreto che la donna ha custodito per anni è venuto a galla. Inizia così, attraverso una serie di digressioni temporali, una confessione che si rivela di una sincerità disarmante.

“Ieri sera, mentre mia figlia veniva ricoverata, io ero a letto con un altro uomo. Non saprei nemmeno spiegare perché lo faccio. Spesso non mi diverto nemmeno. Ma i sensi di colpa non si possono lavare via, quelli ti seguono. Ti dormono accanto, in qualunque luogo tu sia. È un po’ come quando si ha paura del buio, non importa dove ti trovi, il buio è tutto uguale”.

All’inizio Viola si presenta come un personaggio “scomodo”, tanto da risultare antipatica. Rappresenta quelle caratteristiche che ogni moglie, ma soprattutto ogni madre, non vorrebbe mai avere. Eppure, procedendo nella lettura, questo “egoismo” viene rivalutato e si comprende che, in realtà, ci si trova davanti ad una donna fragile, che agisce in maniera sconsiderata al fine di difendersi. Attacca per non essere attaccata; abbandona per paura di essere lasciata. La vita di Viola non è stata facile, in pochi le hanno concesso fiducia. In eterna “competizione” con la suocera, per conquistarsi l’amore di Carlo, Viola si è rivelata una donna battagliera, mentre l’altra l’ha riconosciuta simile a sé quando ormai era troppo tardi. Alla fine Viola riesce a riscattare la sua immagine di madre poco presente e moglie fedifraga, comprendendo che il solo luogo dove Luce potrà mai essere al sicuro è insieme a Carlo. Nonostante le tristi vicende che l’hanno portata in punto di morte, Luce è una ragazza fortunata. Perché ha avuto due genitori che l’hanno amata più della loro stessa vita.

“Un uso qualunque di te” è una storia che parla di coraggio, a dispetto di ogni convenzione sociale. Una forza che può giungere in qualsiasi momento, e far scattare la molla che porta al cambiamento. Le persone non si dovrebbero mai giudicare dalle apparenze. Esse possiedono risorse necessarie per aspirare ad una redenzione.

Cristina Biolcati

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 21 settembre 2014 da in Recensioni, Settembre 2014 con tag , , , , .
Conservare In Frigo

le cose buone che mi capitano

Marilena in the kitchen "old fashioned recipes"

"In ogni piatto c'è sempre un ingrediente unico ed irripetibile, frutto della tua energia, delle tue emozioni"(Marilena)

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Photoworlder

Il mio scopo principale è viaggiare, eternamente nomade.

Håkan Östlundhs blogg

Om och av författaren Håkan Östlundh

Fuoco di Prometeo

Il MISTERO a portata di mano!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: