Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Recensione a “Un errore di gioventù” di Elena Genero Santoro


Buongiorno Spaccia Lezioni! Si apre settembre e noi dell’Associazione Culturale ripartiamo dopo le vacanze con la prima recensione del mese. Oggi vi parlo del romanzo “Un errore di gioventù” di Elena Genero Santoro, edito dalla 0111 Edizioni.

erroreLa storia si apre con una panoramica su cinque coppie: Fabiana – Iago, Patrick – Futura, Giovanni – Manuela, Elettra – Ted, Mac – Julie, con le relative routine e problematiche: figli illegittimi, separazioni, amanti, gelosie… In mezzo a queste dinamiche spunta la storia di Luis Crawford, fratello di Ted, detenuto nel braccio della morte e in attesa di sentenza definitiva.

L’intreccio di tutte queste vite diventa la struttura portante del romanzo, che si amplia e si restringe, come una sequenza di inquadrature, tra Italia, Inghilterra e America. Il punto focale o risolutivo di ogni vicenda si colloca il giorno 11 novembre, coincidente anche con la condanna di Louis.

Per quanto ricca e movimentata, la trama non coinvolge appieno il lettore, distogliendo la sua attenzione dal tema portante del libro: la pena di morte. Anche se l’autrice afferma che l’obbiettivo del suo romanzo è quello di sensibilizzare i lettori riguardo le condizioni in cui versano i detenuti nel braccio della morte e la loro umanità, in contrasto con l’idea che si può creare, di persone senza alcuno scrupolo o rimorso, si viene continuamente distratti dalle dinamiche di coppia degli altri protagonisti e dai continui nodi nelle varie trame. Dovendo risultare un’unione di storie incrociate, la lineare e tipica costruzione di Inizio – Nodo – Scioglimento, di una trama base, viene continuamente spezzata dall’accavallarsi di più situazioni, con molteplici nodi, che confondono il lettore e lo lasciano sempre in sospeso. In questo modo è molto difficile che riesca a sorgere quel sentimento di empatia tipico nei confronti dei personaggi di un libro.

Lo stile di scrittura è semplice, lineare e, in alcuni casi, molto simile al parlato. Lo stesso registro linguistico viene utilizzato dall’ingegnere elettronico, dalla cameriera, dalla casalinga e dall’avvocato. In pratica, da tutti i personaggi, che non hanno una caratterizzazione linguistica che permetta di distinguere gli scambi di battute.

Inserita in questo contesto, l’analisi del tema della pena di morte, risulta pretestuosa, inserita appunto perché se ne vuole parlare, non perché sia necessaria ai fini della storia. Esattamente come ogni vicenda di coppia può essere separata da tutto il resto, trovando dei punti di incontro solo nelle ultime pagine.

Trovo sia un vero peccato che questo libro non sia riuscito nell’intento.

Avendo ricevuto immediatamente critiche e inviti a togliere la recensione. Invito tutti coloro che seguono il blog ad acquistare il libro, leggerlo e farmi sapere cosa ne pensano. Grazie a tutti per l’attenzione e alla prossima recensione.

By Tamara V. Mussio – Gli Spaccia Lezioni

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2 commenti su “Recensione a “Un errore di gioventù” di Elena Genero Santoro

  1. Elena Genero Santoro
    1 settembre 2014

    Sono Elena Genero Santoro e per ringraziare Tamara V. Mussio della lusinghiera recensione e del tempo che ha speso per me, ho scritto un articolo sul mio blog!
    Buona lettura 😉

    http://perchenesonoinnamorata.blogspot.it/2014/09/si-prega-di-leggere-i-libri-prima-di.html#!/2014/09/si-prega-di-leggere-i-libri-prima-di.html

    Mi piace

  2. Pingback: Letture del quadrimestre: maggio, giugno, luglio e agosto | Associazione Culturale "Gli Spaccia Lezioni"

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