Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

“Il mondo nuovo” racconto di Lorenzo Carbone


Buona sera Spaccia Lezioni, dovrei essere in vacanza ma non potevo non ringraziare Lorenzo Carbone che ha regalato a Gli Spaccia Lezioni un suo nuovo racconto. Io l’ho apprezzato molto, quindi lo condivido con piacere con voi.

È tutto di un colore monotono qui dentro , così buio cosi nero, sento su di me una sensazione… Strana, ma bella accogliente. Non capisco nulla di quello che ho intorno, non lo conosco, non lo comprendo ma mi fa sentire felice. Non riesco a muovermi, come se non avessi un corpo. Inutile continuare se non si può non si può, meglio dormire, dormire nella speranza di sognare.
Sogno, si.. Sogno una persona con i lunghi capelli che ride mentre guarda verso di me. Siamo su un prato verde, e vicino a lei vi e una persona con i capelli più corti che si inginnochia verso di me e mi fa gesti con le mani come se volesse che vada verso di lui. Un attimo…. Erba, capelli, prato , mani…. Persona, ma cosa vogliono dire? Non capisco… Cosa sono questi pensieri che ho? Semplice sto sognando, sognando, qualcosa…

Finalmente mi sveglio, sento la parte bassa del mio corpo così piena, un attimo… Vedo vedo qualcosa… Rosso, nero, bianco, ma cosa è? Perché so queste cose? Cosa è questa Mia parte del corpo con queste escrescenze? Le controllo? Si… Bene… Che strani concetti che ho In me.. Perché li conosco? Su di me sento ancora quella bella sensazione di piacere, è cosi bella… Sembra che io sia sempre stato qui. Intorno sento anche altre sensazioni, tremori, tremori nell’ aria, così regolari cosi familiari. Mi conciliano il sonno voglio dormire…. Dormire… Nella speranza ancora una volta di sognare.

Sogno, si, sogno , ma è un sogno di violenza… Sono in un letto non mi muovo. Sento urla, imprecazioni, bestemmie.vedo due persone, un uomo e una donna. L’ uomo puzza, puzza di un odore pungente, acido, un odore fermentato, che da alla testa. Sta picchiando la donna, sembra furente, e lei piange… E lei piange… E io non posso fare proprio nulla. Non riesco neppure ad alzarmi, ora il demone che mi doveva voler bene si avvicina a me e mi prende per il collo. Questa, questa è la violenza, questa è una delle figlie delle mani. No… No non voglio che mi uccida… No… Riapro gli occhi e sono su nuovo nello spazio rosso, nero e bianco, cos’erano quelle parole che ho detto prima? Non lo so, ma penso di incominciare a capire, comincio a comprendere.

Tiro un calcio contro la parete che mi ospita, si muove, ha un sussulto. Curioso queste mie nuove appendici che ognuna di esse termina in tante biforcazioni, cinque per l’ esattezza… Eh? Ma che vuol dire cinque? Ah… La mia testa ha detto che è un numero…. Se lo dice quella tipa li mi fido…mi guardo, giro i miei occhi che vedono sempre meglio, vedono la corda della vita che parte del mio corpo e va da qualche parte che non so neppure cosa sia, ne dove possa essere. Un attimo lo sento… Sento quel battere regolare, ma non lo sento più solamente sulla mia pelle, ma sento che anche tramite quei due buchi che ho in testa. Tun tun… Tun tun…. È così bello… È come se lo avessi sempre sentito, e forse è davvero cosi. Non me ne ero mai accorto ma deve essere stato cosi. Tutte queste scoperte mi hanno stancato, ma io voglio sapere, voglio conoscere ancora. Ma ora devo dormire, dormire nella speranza di davvero capire.

Sogno, sogno…. Sogno delle parole, parole che prendono una forma, un corpo, un viso, un sentimento… Mamma, Papà.. Siete proprio voi vero? Sono abbracciati, mi guardano e mi sorridono. Che bello, vedo la mamma baciare il Papà, il Papà baciare la mamma, la mamma baciare la mamma, il Papà baciare il Papà. Stavolta, stavolta è vero… Ho capito!!! Mamma, Papà, ho compreso. Tutti loro mi guardano, e tutti loro si mettono a piangere, stringendo le mani di chi amano davvero.

Ho capito… Sto per nascere, si, sono un neonato, sono una nuova anima che arriverà qui su Gaia, per vivere , per morire, per ridere , per piangere, per vedere il bene, per provare il male, per provare il bene, per vedere il male. Caro lettore, cara lettrice, sappiate che è stato per me un onore aver avuto la vostra compagnia durante questo mio lunghissimo viaggio, grazie davvero . appena volerò nel vostro mondo dimenticherò tutto quello che ho compreso in questo mio lungo viaggio immobile. I miei sogni, sono spicchi di un futuro possibile, di mille possibilità, che abbracceranno sia la luce che la tenebra. Dimenticherò anche questo, certamente perché nessuno può scrivere il nostro destino, nessuno ne ha il potere. È nostro, starà a noi decidere con che inchiostro scrivere questa nostra bellissima storia. Ma ora devo proprio andare, non posso far aspettare il mio istinto, devo partire per il mio primo viaggio. Dimenticherò tutto questo, come ho dimenticato i precedenti, ma amico mio, amica mia, posso dirti solo una cosa, forse un tempo ci rincontreremo, e finalmente a voce potrò dirti per davvero, ti voglio bene

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Questa voce è stata pubblicata il 20 agosto 2014 da in Lorenzo Carbone con tag , , .
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