Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Sunn O))) – “Monoliths & Dimensions”


Sunn O))) Logo

Nel 1998 Stephen O’Malley (chitarrista dei Burning Witch) e Greg Anderson (chitarrista dei Goatsnake), crearono due cose a dir poco meravigliose: la prima è la “Southern Lord”, casa discografica specializzata in doom metal a Los Angeles, e la seconda, stavolta a Seattle, è un nuovo progetto musicale chiamato Sunn O))).

Il nome deriva da una marca produttrice di amplificatori chiamata “Sunn”, fondata nel 1965, nell‘Oregon, ed infine acquistata dalla Fender nel 2002.

La strumentazione utilizzata dalla band prevede chitarre, basso, tastiera ed elettronica; batteria ed altri strumenti a percussione sono quasi assenti. Già affrontato in precedenza, i due artisti suonano un drone-doom metal che spazia in altri generi come il black metal, dark ambient e noise, adoperando il tutto in modo sperimentale, offrendo al pubblico un sound molto contorto e disturbante, con ritmi lentissimi e pesanti, atmosfere da incubo, su tracce dalla durata media di circa venti minuti.

Dal 1999 al 2008, i Sunn O))) produssero incredibilmente ben 20 dischi! Ma la maggior parte di questi, sono semplicemente dei demo, EP, split album, singoli, live album e altro materiale audio sperimentale. I full-length sono cinque e portano i seguenti titoli: “00 Void” (2000), “Flight of the Behemoth” (2002), “White 1” (2003), “White 2” (2004) e lo straordinario “Black One” (2005).

Copertina Monoliths & Dimensions

Copertina Monoliths & Dimensions

Nel 2009, arriva il miglior album mai prodotto dalla band americana: “Monoliths & Dimensions”. Un capolavoro musicale/artistico costato ben due anni di registrazione. Prodotto da Randall Dunn e Mell Dettmer e distribuito, ovviamente, dalla Southern Lord, l’album impressiona per il gran numero di persone che hanno collaborato alla realizzazione del disco; tra Attila Csihar, il cantante dei Mayhem, e Dylan Carlson, chitarrista degli Earth, troviamo anche coriste, coristi e musicisti di strumenti classici, elettrici ed elettronica; per un totale di 31 collaboratori! La copertina mostra un’opera d’arte dello scultore minimalista americano Richard Serra, intitolato “Out-of-round X”; una scelta azzeccatissima, perché non si tratta di un semplice album, ma di un viaggio nelle profondità più oscure della terra e dell’animo umano!

Appena addentrati, il ruggito delle chitarre in “Agartha”, ci accolgono col sound tipico dei Sunn O))); distorto, lento, potente ed al massimo del volume. Quando incominciamo a pensare che non dovremmo essere qui, le sei corde abbassano il volume, permettendoci di sentire meglio le disturbanti basi di elettronica, e sentiamo, finalmente, una voce umana: bassa, grottesca e sembra recitare delle antiche scritture; per nulla rassicurante… La musica diventa sempre più inquietante e andando avanti, sentiamo anche violini e degli scricchiolii lunghi e terrificanti, che non fanno altro che peggiorare la nostra inquietudine e il pentimento di aver iniziato questo viaggio. Poco più avanti, le chitarre tacciono completamente, ma vengono rimpiazzate da corni e conchiglie a fiato, rendendo l’atmosfera ancora più pesante ed intensa. Tace l’elettronica, tacciono anche i violini e gli scricchiolii, e gli strumenti a fiato si dissolvono, lasciandoci solo dei più “tranquilli” suoni ambient e quella voce “umana”, continua la sua sinistra recita che, una volta terminata, espira, svanendo ogni suono come fosse una nuvola di fumo. Buio e silenzio totale.

Scendiamo e il silenzio viene rotto da un soave coro di voci bianche femminili dallo stile gotico: “Big Church[megszentségteleníthetetlenségeskedéseitekért]” (sì, lo so cosa state pensando…).

Sunn O)))Non facciamo in tempo ad abituarci a quel meraviglioso canto che le chitarre elettriche fanno il loro dirompente ritorno, accompagnate da un fatiscente organo, ma questo non spaventa le coriste, anzi, fanno il loro ritorno non appena il suono si quieta, donando un po’ di mansuetudine alla potente melodia contorta. Quando il volume si alza, le spettrali voci femminili lasciano il posto alla grottesca voce “umana” di prima, recitando il lungo titolo del brano tra parentesi molto lentamente e in sottofondo notiamo altre voci maschili, che intonano ripetutamente la stessa parola, quasi fosse un invocazione; se non fosse per le chitarre, sembrerebbe la celebrazione di una messa. La distorsione degli strumenti a corde aumenta, finché il rintocco di una campana zittisce ogni cosa, tralasciando solo l’eco di essa. Illusi se crediamo sia la fine, non era altro che il primo dei tre atti. Le sei corde distorte, infatti, ripartono per il secondo atto, le voci femminili ci investono con un’esecuzione corale molto più profonda e travolgente di prima, per poi lasciare il posto a quelle maschili, con un’intonazione leggermente più alta rispetto al precedente atto, la distorsione si amplifica ancora di più fino al rintocco finale della campana. Il terzo atto è simile al secondo, ma le voci bianche, stavolta, hanno un intonazione più funerea e, a tratti, più acuta ed infine, concedere per la terza volta, all’esecuzione finale dei coristi, finché, di colpo, tutto tace, lasciando solo un breve eco. Ancora silenzio e l’oscurità peggiora.

Poco dopo sentiamo improvvisamente un disturbo della frequenza radio, cerca di stabilizzarsi, si affievolisce e di colpo, riprende la linea: “Hunting & Gathering (Cydonia)”. Le chitarre hanno un suono basso, ritmo sostenuto e paiono molto minacciose, come la rauca voce “umana”, che pare lanciare maledizioni con tono profondo, furioso e posseduto; meglio andare via. Difatti la situazione precipita nello scenario peggiore, si elevano cori di anime perdute, gettando l’atmosfera nella desolazione, un moog voyager alimenta la sensazione di inquietudine, trombe e tromboni risuonano con grande prepotenza, donando un mix di maestosità e terrore. L’inferno? Probabile. Ma una cosa è certa: bisogna fuggire da quest’incubo! Ora la potenza e l’intensità degli strumenti diminuiscono lentamente, la voce si quieta fino al tacito e l’ultima cosa che udiamo è un lungo ed acutissimo fischio di chitarra, quasi come se cercasse di raggiungerci. Poi, silenzio. Le tenebre sono sempre più fitte e non abbiamo idea di dove siamo. Ci siamo persi…

Prima ancora di pensare ad una soluzione, o che per noi, oramai, non ci sia più speranza, il suono di una chitarra elettrica in lontananza attira la nostra attenzione: “Alice”. Ci avviciniamo ed oltre alle sei corde, un basso crea note talmente profonde da smuovere l’infinito, provocando onde sonore che sembrano solide e inquietanti passaggi di trombone e violino da far letteralmente gelare il sangue. Quelle sinistre sonorità ci fanno intuire fin da subito, un destino ben peggiore della morte. Però, non sappiamo perché, abbiamo come la sensazione che non sia poi così terribile ciò che ci spetta. Difatti, poco a poco, i toni diventano più acuti e positivi ed altri strumenti classici come corni, clarinetti, tromboni e un’arpa, si aggiungono alla melodia, prendendo quasi il posto delle chitarre, ormai ridotte a ronzii elettrici. Sorprendentemente, vediamo uno spiraglio di luce, la raggiungiamo e troviamo l’uscita! Niente più elettronica, solo classica. Pace, serenità ed anche un po’ di malinconia proviamo dentro di noi, ascoltando gli ultimi minuti di questo album e quasi ci dimentichiamo che per ben tre quarti del nostro viaggio è stato il perfetto contrario (se non peggio!). Infine, dolcemente, la melodia si affievolisce e un trombone dalle sonorità jazz, esegue le note finali, che sembrano dire: “Addio”.

Capolavoro. Non c’è altro da dire. In due anni di duro lavoro e oltre trenta collaboratori, hanno consacrato quest’album come il migliore della discografia dei Sunn O))). E credo che con questo disco, il duo americano voglia dirci che oltre l’oscurità più fitta e buia, si trova la luce. Inizialmente credevo che il titolo del brano “Alice”, provenisse da “Alice nel Paese delle Meraviglie” (scendere nella profonda tana del Bianconiglio, fino a raggiungere Wonderland; questo pensavo), ma in realtà, era una dedica ad Alice Coltraine, musicista e compositrice jazz, scomparsa il 12 Gennaio 2007 all’età di 69 anni per insufficienza respiratoria.

Monoliths & Dimensions edizione doppio LPDopo “Monoliths & Dimensions”, fino ad ora, hanno prodotto altri split album, live album, demo e “Terrestrials”, il loro settimo album, registrato in collaborazione con la black metal band norvegese Ulver. Riguardo ai loro progetti futuri, si vocifera che il duo stia lavorando ad un nuovo disco con il musicista sperimentale Scott Walker.

Il disco è facilmente disponibile in edizione cd, ma per quanto riguarda la versione doppio vinile, sfortunatamente, è esaurito e di non facile reperibilità. Attualmente non si ha ancora notizie di una probabile ristampa; peccato…

In definitiva; “Monoliths & Dimensions” è l’album che rende felici sia gli amanti del metal, sia gli adoratori dell’ambient dai gusti oscuri. Perfetto per i patiti della musica sperimentale, o cerca qualcosa di singolare; con la discografia dei Sunn O))), avranno pane per i loro denti! Sconsigliato per chi, invece, preferisce qualcosa di più veloce ed “immediato” e lo sperimentale non va loro a genio… e per quanto riguarda gli altri, beh, dategli una possibilità; vi sorprenderà, vedrete!

Links:

_Sunn O))): www.sunn.southernlord.com

_Sunn O))) (bandcamp): www.sunn.bandcamp.com

_”Monoliths & Dimensions”: www.sunn.bandcamp.com/album/monoliths-dimensions

_ Southern Lord (USA): www.southernlord.com

_Southern Lord (EU): www.southernlordeurope.com

_”00 Void”: www.sunn.bandcamp.com/album/void

_”Flight of the Behemoth”: www.sunn.bandcamp.com/album/3-flight-of-the-behemoth

_”White 1”: www.sunn.bandcamp.com/album/white1

_”White 2”: www.sunn.bandcamp.com/album/white2-2

_”Black One”: www.sunn.bandcamp.com/album/black-one

_”Terrestrials”: www.sunn.bandcamp.com/album/terrestrials

Moreno A – Gli Spaccia Lezioni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 5 agosto 2014 da in UPROARt con tag , , , , , .
Conservare In Frigo

le cose buone che mi capitano

Marilena in the kitchen "old fashioned recipes"

"In ogni piatto c'è sempre un ingrediente unico ed irripetibile, frutto della tua energia, delle tue emozioni"(Marilena)

Mela Kiwi Limone

piccole pillole quotidiane

Photoworlder

Il mio scopo principale è viaggiare, eternamente nomade.

Håkan Östlundhs blogg

Om och av författaren Håkan Östlundh

Fuoco di Prometeo

Il MISTERO a portata di mano!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: