Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Intervista a Marcella Nardi, autrice di “Medioevo in giallo”


 

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Copertina del libro “Medioevo in giallo” di Marcella Nardi

Buongiorno Spaccia Lezioni, oggi diamo il benvenuto a Marcella Nardi, autrice del libro “Medioevo in giallo”.

Buon giorno a te e a tutti voi che ci leggerete

1.       Comincerei subito chiedendoti da dove nasce la tua passione per la scrittura e la letteratura.

L’amore per la scrittura è nata quando ero piccola, unita alla passione per la lettura.  Ho imparato a leggere che avevo meno di quattro anni. Inoltre sono sempre stata appassionata di cultura in generale e questo sempre fin da bambina. A partire dagli otto anni fino ai sedici anni scrivevo soprattutto poesie e pensieri. Ho scoperto di recente che anche mia madre scrive da tanto tempo delle poesie. A dieci anni scrissi un breve giallo. Molti anni dopo, quando Ken Follett pubblicò il romanzo “Il terzo gemello”, rimasi di stucco. La storia breve che avevo scritto oltre vent’anni prima, sembrava esserne un ampio riassunto. Poi smisi di scrivere per molti anni, ma non smisi di leggere grandi e piccoli autori, italiani e stranieri. Ho ripreso a scrivere dopo la morte di mio padre, nel 2006. Da allora non mi sono più fermata. Ora però scrivo in prevalenza gialli/polizieschi. Ho anche scritto brevi storie d’amore e di tema vario che sono già state inserite in raccolte e altre saranno pubblicate  a breve.  

2.       Chi ti segue sa che hai una grande passione per il periodo Medievale, non solo per quanto riguarda i soggetti dei tuoi scritti , ma anche per la tua abilità nel costruire plastici di castelli medievali. Da dove viene l’amore per questo periodo storico e come ti sei avvicinata?

Ero una ragazzina quando ebbi in dono un libro sulle dinastie egizie. Lo divorai in un batter d’occhio. Poi mi recai alla biblioteca comunale e presi in prestito un libro sulle civiltà pre-colombiane. Letto in un paio di giorni. Alcuni  mesi dopo, mia nonna paterna mi  fece un regalo che aveva, ed ha, un grande  valore non solo affettivo ma anche di mercato: “La storia d’Italia” di Paolo Giudici. Questa enciclopedia fu iniziata da mio nonno tra le due Grandi Guerre. Per quella impiegai un bel po’ a leggerla. Sei grandi volumi. Da quel momento la storia medievale, unitamente a una grande ammirazione per l’architettura romanica e gotica,  mi è entrata nel sangue. Devo dire che il mio professore di Storia e Filosofia amava anch’egli il medioevo e quando spiegava aveva il potere di farmi sognare di essere tra dame e cavalieri.  Scherzo… ma in fondo non poi così tanto. Ho una buona manualità per il bricolage. Dunque ho imparato con l’aiuto di un amico architetto, come fare i plastici. Per terminare questa risposta penso che la mia passione per questo lasso di tempo di circa mille anni, nasca dall’ingiusta definizione di “periodo buio”. Niente di più falso. Il Medioevo è stato una fucina di idee e invenzioni che hanno portato lentamente al Rinascimento.

3.       Parliamo ora del tuo libro. Come è nato “Medioevo in giallo” e di cosa parla?

Innanzitutto, cara Tamara, vorrei avvisare te, e chi  mi segue, che è in uscita entro questa settimana, o al massimo la prossima, la terza edizione di “Medioevo in Giallo”.  E’ una versione riveduta e ampliata. Man mano che scrivo, come credo succeda a tutti, mi vengono nuove idee anche per ciò che ho già scritto. Ecco dunque questa terza edizione, edita “Cavinato Editore International”, che per ora sarà solo in versione e-book. Per il cartaceo, forse più avanti. Sono contenta sia piaciuto all’editore.

Bene … il libro è nato come raccolta di quattro storie, dense di intrighi, amori e tradimenti, scritte tra il 2006 e il 2012. Si Svolgono tutte nell’Italia medievale fra il XII e XIV secolo. Con una delle quattro storie mi classificai al concorso nazionale “PHILOBIBLON –  © Premio Letterario Italia Medievale per racconti inediti” nel 2011. Un’altra delle quattro, l’anno successivo (2012), pur non essendosi qualificata tra i primi tre, è stata inserita, a fine concorso,  in un libro con le più belle storie non arrivate ai primi tre posti.

E veniamo ai temi trattati. ”Lucilla, prigioniera del marcante di schiave” nasce da eventi reali da me presi come spunto per la storia. Nel Medioevo, con la crescita e la sempre maggiore ricchezza dei califfati arabi, molte fanciulle bianche, e di buona famiglia, venivano rapite e vendute come schiave di piacere negli harem arabi. Io ne ho tratto una storia di sentimenti feriti e di intrighi. Un’altra storia è invece la rivisitazione della triste vicenda del  Paolo e Francesca danteschi. Vera o falsa che sia la loro avventura, io l’ho trasformata in un mini giallo. Questa vinse il premio suddetto nel 2011 a Milano. La terza storia “La vendetta va servita fredda”, è un giallo basato su un mistero. Uno dei  protagonisti è il veneziano Marco Polo.  L’ultimo racconto, “Codice DNA” ha una struttura diversa dagli altri tre. Si svolge su tre scale temporali, partendo dalla preistoria. Qui mi sono presa la licenza letteraria di usare San Tommaso d’Aquino come uno dei protagonisti, perché in effetti su questa figura ci sono vari misteri. La stessa morte potrebbe essere stata per avvelenamento. Io ne ho tratto un giallo che si impernia sulla storia delle origini della razza umana. Mi sono divertita a “prendere in prestito” un uomo tra i più grandi seguaci della Santa Inquisizione.    

4.       Hai fatto degli studi o delle ricerche particolari per questo lavoro?

Ho studiato molto. Lo  stesso sto facendo ora per il nuovo romanzo storico che sto scrivendo. Tra i vari temi studiati, o ristudiati (visto che mi diplomai nel lontano 1982) eccone alcuni: Repubbliche Marinare, vita dei personaggi reali usati nei racconti, alcune cose relative alla vita di quel periodo a Genova, Venezia, Roma e Gradara, storia della famiglia Orsini, palazzi medievali romani e altre cose per non cadere in errori considerando che le storie si volgono tra il 1100 e il 1300.  Ho studiato molto la vita di Marco Polo, i dogi veneziani, come si presentava Venezia in quel periodo ecc. Non mi sono annoiata e nemmeno stancata. E’ stato un arricchimento culturale.  

5.       Le donne sono le principali protagoniste delle storie che compongono il tuo libro, perché proprio le donne, in un periodo estremamente legato alla figura maschile?

Che piaccia o no agli uomini, le donne sono sempre state il pilastro della società in tutti i momenti storici. In certi, come nel Medioevo, purtroppo le donne erano molto bistrattate, ma non dimentichiamo chi c’era sempre dietro i “grandi uomini” in ogni momento della storia umana, a cominciare dal grande faraone Ramses! Vogliamo fare dei nomi? Potrei fare una lista davvero lunga… Comunque, come donna, ho cercato di immedesimarmi nelle loro storie, nei momenti tristi , in quelli belli e in quelli romantici, senza cadere nel volgare.  L’animo femminile è un universo complesso, forse ancora non del tutto esplorato. Mi sono divertita, però, anche a creare degli uomini sensuali.

6.       Perché inserire un racconto che parla di alieni alla fine di un’opera interamente incentrata sul medioevo?

L’ultimo racconto si svolge in tre periodi storici: preistoria (solo nella prima parte), e poi avanti e indietro tra il 1273, dunque pieno Medioevo, e il 2005, età attuale. Vi è un filo conduttore in questa che è una storia tra il “Medieval/Mistery” e le “Conspiracy theories” . Nel caso della mia storia ho voluto “giocare” sul mistero della creazione umana. Mi serviva dunque una figura che fosse uno dei pilastri della Chiesa, seppur con degli aloni di mistero su parti della sua vita reale, e un genetista moderno. Nella storia vi sono queste pergamene con uno strano disegno: il DNA umano! D’altronde, nel bene o nel male, non dimentichiamo che nel ventesimo secolo si è molto parlato di ipotesi di altre razze arrivate sulla Terra e che hanno dato vita alle grandi opere del passato, vedi le Piramidi ecc… Pensa, durante la seconda Guerra Mondiale, i tedeschi parlavano di una ipotetica razza di giganti che riversò le sue conoscenze nei primi umani della razza “homo sapiens sapiens”!

Perché mi sono un po’ allontanata da un tema totalmente medievale? Semplice: mi sembrava una bella conclusione con una storia  che spaziasse nell’intero arco dell’esistenza umana. Comunque una bella fetta del racconto si svolge nel Medioevo. 

7.       “Medioevo in giallo” non è il tuo unico scritto. Vuoi parlarci degli altri tuoi lavori e dei premi che hai ricevuto?

Certo con piacere. Mi perdonerete se non seguo il giusto ordine temporale.

In primis vorrei dire che ora sono impegnata nella stesura di un thriller storico piuttosto corposo che mi sta affascinando. Ho dovuto studiare molto. Sto anche scrivendo due polizieschi. Uno l’ho messo temporaneamente da parte e con l’altro parteciperò ad un grande concorso nazionale per “gialli/thriller”.

Veniamo ora alle cose fatte:

o   Per la casa editrice Delos Books, di Franco Forte (curatore della linea dei Gialli Mondadori), una mia storia è stata selezionata per la raccolta già pubblicata dal titolo “365 Racconti di Natale”. Un’altra sarà pubblicata a giugno nella raccolta “365 Racconti d’Estate”.

o   Per la manifestazione itinerante “Una carezza Rosso Sangue”, organizzata dal centro antiviolenza sulle donne (sede di Parma), una delle  mie storie è stata selezionata e letta da un attore insieme ad altri testi.

o   Un’altra storia breve, dal titolo “San Valentino al cianuro” è stata selezionata e pubblicata sulla rivista digitale “Questo mese idee”.

o   Secondo posto al  -Primo concorso letterario indetto da “Una storia per la storia”- con il racconto “Quando un istante vale una vita”

o   Alcheringa Edizioni. Per la raccolta dal titolo “L’AMORE È UN’ERBA SPONTANEA”, un’altra storia breve verrà inserita nella raccolta.

o   Di recente sono stata selezionata, qui in USA, per apparire su un numero di una rivista dove si parla di donne venute in USA e che stanno pian piano dando spazio ai loro sogni. La rivista si chiama “Pr for People – The Connector” e l’edizione di marzo si chiama: “Coming to America” (https://www.joomag.com/magazine/mag/0309898001393536600/p26 )

o   Quattro mesi fa mi ha contattato anche una rivista di Pittsburgh (USA) e anche lì è uscito un articolo su di  me e sul mio libro. (http://www.ciaopittsburgh.com/italian-american-profiles-of-success-marcella-nardi/  )

o   Sulla rivista “Questo mese idee” sono inoltre usciti un articolo fatto da me con un bel video da loro realizzato e un’intervista della brava Francesca Chimini sulla mia passione per il Medioevo e il modellismo storico.

o   LAVORI IN CORSO: sono in lizza per due concorsi nazionali. Lavoro spedito ma in attesa del risultato. Sto anche realizzando un libro fotografico del genere “foto, pensieri e parole” sul mio viaggio in Antartide, ma  poiché la giornata dura solo 24 ore, a tutte queste cose sto dando priorità diverse.  Mi piace fare meno e meglio che tanto e arronzato.

8.       Sveliamo una piccola curiosità su di te. Ci scrivi da oltre oceano, da Seattle. Cosa ti ha portato lì?

Il marito. Dovete sapere che per amore, nel 1993 il mio bel giovane americano si trasferì a Milano dagli USA. Abbiamo vissuto i primi 15 anni di matrimonio in zona Milano. Poi nel 2008 è arrivata un’offerta a mio marito per lavorare in Microsoft sulla XBOX 360 e ora XBOX ONE. Parlo della sede centrale a Redmond, alle porte di Seattle. Nel frattempo io, che sono pure un informatico, avevo voglia di dare un taglio per quanto riguardava il lavoro e le mie passioni. Volevo “riprendere possesso della mia vita” . Così quest’ottima opportunità ci ha permesso di migliorare la nostra situazione ed io ho potuto allentare e cambiare i miei ritmi di lavoro. Ora insegno inglese base agli italiani in Italia via Skype-webcam  e italiano qui. Inoltre ogni tanto tengo corsi di Art & Craft. E… scrivo e leggo tanto.

Ci sono dei progetti per nuovi lavori?

Tanti… diciamo che per ora voglio portare a termine il mio romanzo giallo/medievale e il poliziesco per il quale ho creato una donna commissario. Poi vorrei terminare il libro fotografico, e avevo iniziato, ma è fermo per ovvi motivi di tempo, il Castello Aragonese di Taranto, in scala ridotta ovviamente. Nel 2010 l’Ammiraglio Ricci di Taranto mi diede le piantine del castello.

La mia mente è sempre in fermento.

Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo e per essere stata con noi.

·         Grazie a te e un salutone lungo dodicimila chilometri e se volete sapere molte altre cose di me, ecco il mio sito ufficiale: www.marcellanardi.com  e http://marcellanardi.com/press/

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