Gli Spaccia Lezioni

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La domanda del giovedì… Un ricordo del papà!


Oggi vorrei proporvi un bellissimo ricordo di Giulio Mussio dedicato a suo papà Vittorio. La chiara dimostrazione di come il tempo non cancelli la memoria e i ricordi.

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Stamane, nel dormiveglia, avevo in testa un aneddoto riguardo al mio povero papà Vittorio, al suo (ormai, oltre) 5° lustro dalla morte ed ho voluto postare… Non vi è un ricordo più o meno bello, lo sono tutti o cmq sono tantissimi. E ne avrei di racconti su di lui… Carattere, onestà, disponibilità verso il prossimo (anche a suo discapito) e tutto questo, con caparbietà. PURTROPPO, il prossimo, NON lo è stato con lui: resta cmq e sempre UNA DELLE PERSONE PIU’ GRANDI CHE ABBIA MAI CONOSCIUTE. Questo post la dice lunga sul “come era” e mi offre la possibilità di ricollegarmi in una metafora finale. Oltre 30 fà lavoravo in famiglia nella raccolta latte presso le stalle; in quel periodo, lavoravo dalle 20:30 alle 5 del mattino. Al mio rientro a casa, mio padre, mi dice <Andiamo a Padova con gli zii? Ci accompagni che così guidi tu?>. Dopo frugale colazione, mi metto a disposizione fidando di sonnecchiare poi nel Prato della Valle, antistante la Basilica del Santo; allora era possibile. Se non ché, mi aspettano 2 SS Messe e non se ne fa nulla. Senza chiudere occhio, mio padre mi dice <Mah, già che siamo qui, potremmo andare a fare il pic-nic qui a al Sacrario Redipuglia>. (Di rigore pic-nic a base di salsiccia, uova sode e ridicì (radicchio verde, tritato fine…). E io dico <Andiamo>. Penso di dormicchiare un po’ all’arrivo, visto che là sarà meno affollato che in Padova. Non essendoci mai stato, la sorpresa è che Redipuglia/Ossario distava da Padova, ancora un paio d’ore (A/R 4 ore + la sosta). Pazienza! Lo zio che viaggiava con noi, aveva una gamba di legno ed ha voluto comunque salire fino in cima; alché ho impiegato tutto il tempo a loro disposizione: NIENTE RIPOSO! Al ritorno, sempre mio padre, mi dice <Già che passiamo, nell’andare a casa, potremmo fare anche “un salto” all’Altro Ossario, lì sul Grappa>. SEMBRAVA fosse fuori-porta… Io, come solito, acconsento anche se la stanchezza mi stava rendendo un po’ fastidioso; fastidio dato dalla consapevolezza che alle 20.30 (o cmq anche dopo visto che il latte munto era conservato negli appositi “frigo”, ma cmq mi toccava…) sarei dovuto ripartire col camion. Il nostro percorso si è allungato così ancora di un circa 4 ore di guida + sosta. Splendida giornata di sole; panorama mozzafiato e memorabile monumento. Tento finalmente – nella pace del luogo – di dormire un po’, ma (dopo un 1/4 d’ora circa) vengo svegliato dallo zio (la cui sensibilità era a tutti nota!?) perché aveva fretta di rientrare e avrei potuto dormire il giorno successivo… Fortunatamente, uno dei miei fratelli, ha “intuito” che non saremmo rientrati tanto presto, si è reso disponibile a sostituirmi per quella notte, sennò, chissà cosa combinavo… Mi ero ripromesso di ritornare in quei luoghi con più calma e meno stanchezza fisica per meglio ammirarne la bellezza. MAI SUCCESSO!!! Non se ne è mai verificata l’occasione. Eccetto Padova a iosa… GRAZIE PAPA’; non fosse per tè, non ci sarei ancora andato. Una battuta di mia figlia Alice Mussio, mi ha (a sua insaputa) paragonato a mio padre. Il lì di mio padre è = a quando andavamo (spesso) a camminare per i sentieri di montagna con la mia famigliola e (mentre Pamela veniva di buon grado, Alice era un po’ pigrina; resta famosa la sua (di Alice) ripetuta frase, mentre ti si parava davanti <Papi in oppe…> = in groppa/sulle spalle) sul Passo del Maniva, direzione Capanna Tita Secchi, dissi <Ma sì, dai Ally, è appena aldilà del “curvone”…> E’ vero, ma il “curvone” non era quello, ne mancavano altri 2… e Ally ancora me lo ricorda… Cmq essere paragonato (indegnamente) a mio padre, è la cosa che + mi inorgoglisce… Magari gli somigliassi del tutto… Ed il rammarico più grande è CHE, PURTROPPO, QUESTO, NON SARA’ + POSSIBILE… A chiosa finale riporto – con malcelata e consapevole tristezza – una frase, a LUI dedicata, sul mio diario del Camino de Santiago: <… che mi ha trasmesso la passione per il conoscere, per la natura, la montagna, per le cose semplici ma importanti della vita e dal quale ho imparato tutte le cose buone che posso aver fatto. Per quelle meno buone, ahimè, mi sono arrangiato molto bene da solo>. GRAZIE TAMY Tamara Mussio per avermi offerto l’occasione…”

By Gli Spaccia Lezioni

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Questa voce è stata pubblicata il 23 marzo 2014 da in La domanda del Giovedì con tag , , , , .
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