Gli Spaccia Lezioni

Escogito Ergo Sum

Recensione a “Alla fine de sogni” di Stefania Trapani


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Michela e Silvia sono due amiche cresciute insieme, come due sorelle, parte integrante l’una della vita dell’altra. Un giorno a Michela, appena diventata mamma, viene diagnosticato un cancro al seno, che dovrà essere asportato. Dopo i pesanti trattamenti di chemioterapia e radio terapia la ragazza può tornare a casa da sua figlia ma qualcosa non torna. Un forte mal di testa continua a farsi sentire senza dare tregua. Da questo fatto vengono scoperte delle metastasi cerebrali che sembra non possano lasciarle scampo. La gravità della ricaduta è tale che l’oncologo decide di non dire tutta la verità alla donna, per permetterle di vivere serenamente gli ultimi mesi di vita con la figlia.

Nel frattempo Silvia scopre di essere incinta e non sapere chi sia il padre, se l’ex-fidanzato Giorgio o il miglior amico Andrea. Fissato l’appuntamento per l’aborto Silvia torna a casa e riceve una raccomandata contenente un pacchetto viaggio con biglietti andata e ritorno per Cuba. Inizialmente basita per un simile regalo anonimo, trova una leggera scritta a matita sui documenti di viaggio “Escouzul”. Da una ricerca in Internet, Silvia scopre che questa parola si riferisce che un farmaco che potrebbe salvare la vita a Michela.         Non c’è tempo da perdere

Le due donne lottano disperatamente, una contro il cancro, l’altra contro quel piccolo “Alien” e per cui non vuole provare sentimenti.

Dalla partenza al ritorno Michela e Silvia vivono di sorprese e delusioni e, al rientro in Italia, Silvia perde il primo appuntamento per abortire, mentre Michela si aggrava.

La conclusione di questo libro è alquanto singolare, perché genere nei lettori vari tipi di reazione.

I personaggi sono semplici e realistici, non stereotipati o esasperati, quindi perfetti per descrivere gli stati d’animo e la difficoltà delle scelte da compiere. Molto interessanti le descrizioni prima psicologiche, poi fisiche, perché permettono ai lettori di crearsi un proprio personaggio.

Per quanto il libro possa sembrare breve, l’abilità dell’autrice sta nel creare un narrato lineare e scorrevole, che non crea vuoti di senso o di tempo, che rischiano di annullare tutto il racconto precedente. Altro tratto interessante della scrittura di Stefania Trapani è lo stile che risulta essere delicato, affrontando temi forti come il cancro e l’aborto, quasi in punta di piedi, senza esasperare le situazioni e i personaggi, che rimangono sempre se stessi, lungo tutto il corso della storia.

Come si diceva, il finale è destabilizzante per il lettore che ha seguito con passione le due protagoniste fino all’ultima pagina. Quindi lascio a voi il piacere di scoprire che ne sarà di Michela e Silvia.

VOTO: 7,5

Di Tamara Vittoria Mussio

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