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Recensione a “Algoritmi di capodanno” di Stella Stollo


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Anche in questo caso Stella Stollo, ci dimostra che la quantità di pagine non fa il libro; proprio come in “Io e i miei piedi”.

“Algoritmi di Capodanno” è un concentrato di tutto quello che ogni comune essere umano si trova a fare nell’ultima settimana dell’anno. Si tirano le somme dei mesi appena trascorsi, si cerca di rendersi presentabili lungo tutta la trafila di feste, cene e cenoni, che si susseguono e richiedono un certo sforzo, si cerca di capire cosa ancora manchi per potersi dire felici.

Tutto questo attraverso il personaggio di Cinzia, donna affascinante e intraprendente che, arrivata ormai nel periodo degli Anta, si rende conto di aver ottenuto molto dalla vita, anche andando contro le scelte e le aspettative di chi la circonda. L’unica nota stonata è l’assenza di un compagno, qualcuno che possa starle accanto. La sua passione per la matematica l’ha, poi, portata inaspettatamente verso l’arte, di cui ne ha fatto un lavoro aprendo un caffè-galleria.

La matematica è ovunque, nella musica, nell’arte, nella scrittura, nel mondo intero e anche nell’amore. Proprio per questa passione Cinzia si troverà a corrispondere tramite e-mail con un certo Adriano Meis, che riesce a capirla e condividere con lei l’amore per i numeri e le geometrie.

Durante la preparazione per gli eventi di Capodanno, la protagonista incontra due uomini, Ivan, poeta russo e Amadou, musicista di una jazz band, molto diversi ma molto simili, per la passione che mettono in ciò che fanno. Lei spera che uno di loro possa essere adatto ad una conoscenza più approfondita e intrigante, ma il destino le sta preparando una sorpresa con i fiocchi.

La trama elegante e complessa si sposa perfettamente con lo stile semplice ma ricco di richiami del libro, che riesce a raccontare con leggerezza tutto ciò che riguarda la matematica, l’arte e la musica; al contrario con maestria e dovizia di particolari ci vengono riccamente descritte azioni della vita quotidiana come dei veri e propri rituali.

I personaggi sono coinvolgenti, perché ognuno di loro riesce a creare empatia con il lettore, inconsapevoli del legame che viene a crearsi, pagina dopo pagina. Tutti rappresentano un mondo a se, che trova sempre un modo per ricollegarsi agli altri.

Forse per la mia giovane età non comprendo fino in fondo la forza di questo libro, che parla attraverso gli occhi di una donna adulta che ha bisogno di certezze e punti fermi; tuttavia è innegabile l’abilità dell’autrice nel ricreare situazioni normali rappresentandone anche il lato più profondo e riflessivo. Un libro indimenticabile e assolutamente da leggere.

VOTO: 8

Di Tamara V. Mussio.

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Un commento su “Recensione a “Algoritmi di capodanno” di Stella Stollo

  1. olimpianike
    27 dicembre 2013

    Ho letto questo libro, sono d’accordo con te è assolutamente indimenticabile.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 26 dicembre 2013 da in Uncategorized con tag , .
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